Lutto
Santa Croce, la cooperativa romana pronta a ritirarsi dall'appalto per i profughi
La comunicazione è stata data in prefettura a Pisa durante l'incontro coi sindaci della provincia. La proposta di portare i settanta rifugiati all'ex hotel Cristallo di Santa Croce si avvia al tramonto
SANTA CROCE. La cooperativa sociale Tre Fontane di Roma che aveva partecipato al bando della prefettura di Pisa per l'accoglienza di 70 profughi in un ex albergo di Santa Croce sull'Arno ha manifestato la volontà di recedere dalla manifestazione d'interesse.
Lo si appreso al termine della riunione svoltasi martedì 31 marzo in prefettura a Pisa con tutti i sindaci della provincia. "Per ora non c' alcuna aggiudicazione e anzi aspettiamo che ci ufficializzi il recesso", ha spiegato il prefetto Attilio Visconti dopo l'incontro. "E comunque - ha aggiunto - non saremmo stati in grado di procedere all'aggiudicazione di quell'immobile senza l'idoneità per lo stesso da parte di Asl, vigili del fuoco e Comune".
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A questo punto torna la possibilit di una parcellizzazione dell'accoglienza con piccoli gruppi di profughi distribuiti nei singoli comuni della provincia pisana. Nei prossimi giorni sarà istituita una cabina di regia tra prefettura, unione dei Comuni, Società della Salute e sindaci per esaminare le situazioni che si presenteranno di volta in volta e valutare le singole disponibilità ad accogliere che saranno manifestate da ogni Comune.
La decisione presa dalla cooperativa romana, secondo quanto si appreso, dovuta alla situazione ambientale che si creata a Santa Croce sull'Arno dove la comunit ha espresso forte contrarietà a questa soluzione. Il comune, attraverso il sindaco Giulia Deidda, ha sempre detto no all'ipotesi di inserire un contingente così numeroso sul proprio territorio, poi anche il consiglio comunale, con un voto a larga maggioranza, ha espresso contrarietà e alla fine sabato oltre 100 persone hanno manifestato in piazza. "Ma il nostro - ha precisato Deidda dopo l'incontro in prefettura - non un no all'accoglienza, bensì al modello che ci era stato proposto attraverso il bando. Riteniamo invece che la soluzione della cabina di regia sia la più idonea per trattare argomenti delicati come questi per garantire il massimo dell'accoglienza a chi ne ha bisogno replicando un modello efficiente come quello toscano che già nel 2011 aveva dimostrato di dare ottimi risultati".
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