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Fossi e corsi d’acqua, manutenzione “fai da te”

Fossi e corsi d’acqua, manutenzione “fai da te”

Alle imprese agricole l’affidamento della gestione diretta dei lavori Siglato un accordo che prevede un tetto massimo per l’importo di 50.000 euro

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SANTA CROCE. Alle imprese agricole l’affidamento della gestione diretta dei lavori di manutenzione di fossi e corsi d’acqua per un importo massimo fino a 50mila euro. L’importo potrà arrivare fino a 300mila euro per le cooperative. Coldiretti mantiene la promessa (info su www.pisa.coldiretti.it): le imprese agricole saranno veramente protagoniste dell’attività di prevenzione da rischio idraulico del Consorzio 4 Basso Valdarno.

A prevederlo è il protocollo siglato tra Urbat-Unione regionale perle bonifiche l’irrigazione e l’ambiente della Toscana, il mondo delle associazioni di categoria e del mondo cooperativo. Gli agricoltori-custodi, così erano stati ribattezzati, potranno finalmente mettere a disposizione della collettività l’esperienza, la competenza, i mezzi, soprattutto una presenza quotidiana e costante in molte aree di un comprensorio da osservare e gestire vastissimo come quello del Consorzio 4 Basso Valdarno che si estende per circa 208mila ettari in 55 comuni per 5 province, da Volterra a Serravalle Pistoiese. «Con questo protocollo - spiega Aniello Ascolese, direttore provinciale di Coldiretti - si dà veramente in maniera chiara la visione di un’agricoltura che vuole compartecipare alla gestione e alla manutenzione del territorio in un’ottica di salvaguardia e di tutela che guarda alla collettività. Per quanto ci riguarda il protocollo dà corpo alle potenzialità delle imprese multifunzionali. L’auspicio è che, dall’altra parte il Consorzio dovrà provvedere alle grandi opere di manutenzione e soprattutto allo scavo dell’alveo in alcune zone come quelle intorno a Pisa; una sinergia tra noi e il consorzio per effettuare i lavori». Il protocollo – prosegue Coldiretti – riconosce il ruolo chiave nella gestione del territorio e permette agli agricoltori di riappropriarsi di compiti che da sempre gli sono appartenuti; «l’affidamento di interventi di manutenzione - analizza ancora Ascolese - rappresenta inoltre un’importante occasione di integrazione al reddito agricolo e diversificazione dell’attività».  

Il protocollo prevede che le imprese o le cooperative che abbiano presenza territoriale o basi sociali con occupati residenti nel territorio comprensoriale e/o provinciale di riferimento, dotate di capacità tecnica e attrezzature di proprietà, possono iscriversi ad un elenco (controllato dall’associazione di appartenenza) al quale il Consorzio attingerà per l’esecuzione dei lavori, seguendo un criterio di prossimità ai terreni sui quali l’impresa ha la propria attività e di rotazione tra gli aventi diritto. Sarà anche valutata la possibilità per ogni affidatario di esercitare, nel rispetto dei limiti di legge, opzione di rinnovo per l’affidamento per l’anno successivo. Il controllo e la valutazione della corretta realizzazione dei lavori spetta comunque al personale tecnico del Consorzio 4 Basso Valdarno.   Ma quali potrebbero essere i compiti assegnati agli agricoltori-custodi? Tagliare per esempio la vegetazione, lavori di somma urgenza, ripresa di frane, manutenzione di opere idrauliche, sistemazione di versanti e di ingegneria naturalistica ed altro ancora. Interventi auspicati ed espressamente anelati alla vigilia delle rivoluzione dei Consorzi di bonifica della Toscana, lo scorso passati da tredici agli attuali sei, appuntamento a cui Coldiretti si era presentata “candidando”, e facendo eleggere, i suoi agricoltori-custodi all’interno dei consigli consortili».

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