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Nuovi ripetitori sul campanile: Wind si aggiunge a Tim

di Cristiano Marcacci
I tecnici al lavoro per installare i nuovi ripetitori sul campanile del duomo
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I tecnici al lavoro per installare i nuovi ripetitori sul campanile del duomo

Maxi gru al Duomo di Pontedera. L’autorizzazione concessa dall’Unione Valdera dopo il sì di Arpat e Sovrintendenza

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PONTEDERA. Ormai è un’abitudine consolidata di molti sacerdoti. Un’antenna sul campanile rappresenta una sicura fonte di reddito, spesso indispensabile per le magre casse di una parrocchia. Nonostante il monito di alcuni anni fa della Cei (la Conferenza episcopale italiana), di cui ricordiamo la frase “Occorre rifiutare l’installazione di ripetitori sugli edifici di culto e si deve procedere allo smontaggio di quelli già collocati”, c’è chi continua ad affittare lo spazio alle grandi compagnie telefoniche.

È ciò che succede a Pontedera, dove lunedì 30 marzo è spuntata una maxi gru con alcuni operai di un’impresa specializzata incaricata di installare alcuni ripetitori di telefonia mobile nella parte terminale del campanile del Duomo, subito sotto l’alloggiamento delle campane, dove esiste già da anni un impianto della Tim. Stavolta, si tratta di Wind. Come ci conferma lo stesso parroco di Pontedera, don Piero Dini: «I lavori sono cominciati oggi (ieri per chi legge, ndr) – afferma il prete – ma il contratto risale ad un po’ di tempo fa. Non sono le prime antenne ad essere posizionate lì, prima c’era solo la Tim, ora c’è anche la Wind».

In Comune a Pontedera la pratica esiste, anche se Palazzo Stefanelli è tenuto solo a recepire una semplice comunicazione all’ufficio Urbanistica. La competenza in materia è infatti del Suap (Servizio unico attività produttive) dell’Unione dei Comuni della Valdera, la cui responsabile, la dottoressa Samuela Cintoli, ci illustra i vari passaggi.

«È stata seguita – ci spiega – una precisa procedura con un’istruttoria che si è conclusa con esito positivo. È durata all’incirca un paio di mesi, durante i quali sono stati acquisiti i pareri favorevoli dell’Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ndr) e della Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici. L’intervento viene eseguito in un luogo dove esiste già una stazione radio e per il via libera non si doveva quindi nemmeno aspettare l’aggiornamento del piano di localizzazione delle antenne a cui sta lavorando il Comune di Pontedera. E poi non si tratta di un’area pubblica, ma di proprietà della curia vescovile».

 

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