Italia
La protesta dei camionisti: «Quel divieto costa tempo e denaro»
I conducenti a rischio multa chiedono soluzioni. Al loro fianco c’è la Cna: la Bientinese va messa in sicurezza e aperta a tutti
PONTEDERA. «Non siamo i furbetti della Bientinese, siamo i disperati del trasporto delle merci su gomma, quelli che fanno arrivare ogni tipo di bene nelle case delle persone, venendo però bistrattati e boicottati da tutti». La categoria degli autotrasportatori reagisce al caso del mancato rispetto dei divieti sulla strada che collega Bientina ad Altopascio, chiedendo: «Da dove dobbiamo passare per evitare di rimetterci soldi?». Qualcuno chiede di mettere in sicurezza quel tratto di asfalto, altri di sedersi al tavolo per concertare soluzioni valide per tutti. E c'è chi si dice disposto a rischiare una multa ogni tanto perché altrimenti è inevitabile la rinuncia a viaggi in cui si perde denaro. La zona di Lucca per gli autotrasportatori della Valdera rappresenta uno sbocco commerciale importante con frequenti partenze dal porto di Livorno per il trasporto di carta, ma anche di molti altri prodotti. Dalla città labronica a Porcari ci sono 62 chilometri se di pasaa dall'autostrada e 64 se, invece, si va in FiPiLi e poi nell'entroterra e attraverso la Bientinese, secondo le indicazione di Google Maps, malgrado il divieto di transito ai mezzi superiori alle 7,5 tonnellate. Dal casello di Livorno a quello di Capannori la spesa per un mezzo a quattro assi è di 7,20 euro, mentre per uno a cinque o più assi è di 8,40 euro.
«Capite bene da questi dati che prendere la Bientinese per noi significa molto - racconta un'imprenditrice del settore, con sede nella provincia di Pisa che preferisce rimanere anonima - Facendo due viaggio al giorno si può anche rischiare di prendere una multa piuttosto che spendere soldi sicuri prendendo l'autostrada e riuscendo a fare non più di un viaggio e mezzo per raggiungere Porcari in una normale giornata di lavoro».
Ma non si tratta solo dei costi dell'autostrada a portare spesso i camionisti a passare da strade con i divieti. C'è anche il gasolio (un "bestione della strada" percorre tre chilometri con un litro), l'usura dei freni e delle gomme. «Tutte spese che devono essere calcolate quando si tirando le somme di un viaggio - spiega Carlo Castellani di Fornacette, anche lui imprenditore del settore trasporti, specializzato nella movimentazione terra - Noi viaggiamo molto in provincia di Pisa, anche se siamo obbligati a caricare la merce in posti come Suvereto o la Garfagnana per la chiusura delle cave. E riscontriamo problemi ovunque dal punto di vista dei divieti. Per raggiungere Porcari, anche se non prendessimo la Bientinese e facessimo la 439 troveremmo il divieto a un certo punto. Idem per la strada della Valdinievole che sarebbe interdetta a Staffoli. E di esempi come questi ce ne sono tantissimi. Il problema è che siamo trattati come ladri, invece siamo gente che lavora e che siamo fondamentali per la collettività».
Serve concertazione, secondo la categoria, per trovare soluzioni utili per tutti. «La Bientinese dovrebbe essere messa in sicurezza - aggiunge Antonio De Lucia, la cui azienda ha sede a Vicopisano - e stabilite regole certe, ma rispettose anche delle priorità di chi, come noi, fa chilometrinper lavorare. Bisogna discutere di questa situazione che sta diventando insostenibile».
Anche perché, come conferma Maurizio Bandecchi della Cna, «dove si è riusciti a fare un confronto, come a Calcinaia e Pisa, si sono trovate soluzioni adeguate per autotrasportatori e cittadini. In generale, però, i camionisti sono bistrattati e vessati da decisioni ingiuste».
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