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Pontedera

Profughi, in consiglio si spacca il fronte del no

L'hotel Cristallo a Santa Croce
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L'hotel Cristallo a Santa Croce

Non passa la linea unitaria e l’opposizione presenta una contromozione I 5 Stelle chiedono al Comune di verificare la regolarità dell’iter varato dalla prefettura

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SANTA CROCE. La linea unitaria non passa. Non basta l’obiettivo comune, contro l’ipotesi dei 70 profughi nell’ex Hotel Cristallo, per arrivare all’approvazione di una mozione condivisa da tutto il consiglio comunale. Troppo distanti le argomentazioni del “no” tra la maggioranza e l’opposizione di centrodestra, che ha scelto di presentare una contromozione bocciata dalle altre forze politiche. Approvato, invece, un emendamento dei Cinque Stelle che aggiunge una postilla rafforzativa al testo di Pd e Sel, impegnando la giunta a «ricorrere contro la decisione del prefetto qualora si ravvisassero irregolarità».

Le premesse del sindaco. In apertura, il sindaco Deidda ha ripercorso i passaggi della vicenda, ribadendo di non essere mai stata informata di niente né della prefettura né dal proprietario dell’ex Cristallo. «È vero che tra giugno e luglio la prefettura ci ha convocati - ha detto Deidda rispondendo alle dichiarazioni del prefetto Visconti di pochi giorni fa - ma si trattava ancora del cosiddetto progetto Sprar. E a quella richiesta il comprensorio ha risposto con 8 posti a carico della Società della Salute, 14 da parte della Diocesi e altri 17 a San Miniato. Poi più niente. Allo stesso modo, è stato determinate il silenzio del proprietario dell’immobile e della cooperativa che non hanno sentito la necessità di interloquire col sindaco».

L’emendamento. Dubbi sulla linea adottata dal prefetto, invece, sono stati avanzati dai Cinque Stelle. «Quando accaduto a Santa Croce - ha detto Luca Mazzantini - è frutto di dissennate politiche nazionali e internazionali. Il ricorso a soggetti privati per la creazione di strutture di accoglienza non era un evento imprevedibile, ma previsto dalle direttive del ministero dell’Interno». E sono proprio le circolari ministeriali ad alimentare le perplessità: «Esaminando gli atti - ha proseguito Mazzantini - si evince che la gara è stata indetta in base alla circolare 14906 del 17 dicembre, che in merito “all’individuazione di nuove strutture di accoglienza” spiega che “non può prescindersi da una condivisione con il territorio”. Quindi, o il Comune non ha partecipato a questo confronto oppure il prefetto non ha seguito le procedure». Da qui l’emendamento, sostenuto dalla maggioranza, che impegna la giunta a ricorrere se tali irregolarità troveranno riscontro.

La contromozione. Decisamente diversa la posizione del gruppo “Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli” che ha contestato la mozione della maggioranza su tutta la linea. In primis il confronto tra un certo tipo di accoglienza e il cosiddetto “modello toscano”: «Noi non vediamo molta differenza - ha detto Marco Rusconi - Riteniamo invece che sia da rivedere tutta la politica dell’accoglienza. Se il nostro Comune non fosse già sottoposto ad una forte pressione sociale questa struttura sarebbe stata accolta senza problemi. Invece, in termini di accoglienza il nostro Comune ha già dato, a nostro avviso in modo sbagliato». Da qui la contromozione, illustrata da Flavio Baldi, in cui si sottolinea come «la creazione di una struttura stabile per i richiedenti asilo rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione del centro storico». «Una dissennata politica di apertura delle frontiere – si legge ancora - ha portato alla necessità di creare centri di identificazione ed espulsione che dovrebbero essere gestiti dallo Stato e non da privati». Lo stesso Baldi, infine, ha annunciato la partecipazione del gruppo al corteo di protesta in programma questa mattina dalle 10.

Giacomo Pelfer

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