Sicurezza
Le donne in presidio per tutelare il posto
Le dipendenti del Mercatone Uno impegnate in un sit-in permanente per tenere in vita la speranza di non perdere il proprio posto di lavoro
NAVACCHIO. Donne in presidio permanente per non tenere in vita la speranza di non perdere il proprio posto di lavoro. Sono le dipendenti di Mercatone Uno a Navacchio che stazionano davanti all’ingresso del punto vendita da sabato mattina. E dal giorno dopo è stata presa la decisione di non lasciare praticamente mai incustodito il capannone «per evitare che, come è successo a Lucca, l’azienda mandi i camion per svuotare il negozio e chiudere definitivamente i battenti», come spiegano le lavoratrici mentre, insieme a qualche collega uomo, continuano il volantinaggio ai tanti automobilisti in transito nella zona commerciale di Navacchio. Il tutto mentre oggi è previsto un incontro in Regione, sollecitato dalla Filcams Cgil per un confronto sul concordato preventivo, la cui richiesta è stata presentata dall’azienda al tribunale di Bologna, e per richiedere l’attivazione degli ammortizzatori sociali in vista della perdita del posto per i 36 dipendenti. «Un fatto che sembra ormai imminente – sottolinea Caterina Ballanti della Cgil – visto che il negozio di Navacchio è interessato dall’operazione “Svuota tutto” che riteniamo sia l’ultimo step prima della definitiva chiusura». Una fine alla quale i dipendenti, in larghissima parte donne, non si rassegnano. Per questo presidiano gli ingressi, col punto vendita chiuso ma sorvegliato da un bodyguard inviato da Mercatone Uno. «Nei giorni scorsi – dice Silvia Iacopini – i nostri colleghi di Lucca hanno rimandato indietro vuoti i camion inviati dall’azienda per svuotare il magazzino. Ci aspettiamo da un momento all’altro un fatto analogo anche da noi. Ma cercheremo di resistere, sperando di far valere le nostre ragioni». Un presidio che s’interrompe di notte, «anche perché ognuna di noi ha famiglia e di notte è davvero difficile organizzarsi – raccontano le lavoratrici – Anche se sappiamo che prima o poi dovremo stabilire turni anche dopo cena, visto che il pericolo che si possano presentare a qualsiasi ora del giorno e della notte è molto concreto». Il punto della vicenda riguarda una operazione voluta dalla proprietà i cui contorni non sono ancora molto chiari. «Si parla di richieste di acquisto da parte di gruppi d’investimento per 43 negozi sui 79 complessivi presenti in Italia – prosegue Ballanti – Mentre quelli in cui è in corso l’operazione “Svuota tutto” sarebbero destinati alla chiusura senza nessuna nuova collocazione per i dipendenti. Una soluzione che, ovviamente, rifiutiamo e che vogliamo quanto meno discutere con le istituzioni e la stessa azienda. Ma a quanto sappiamo, al Ministero del lavoro non ci sono stati ancora incontri su questa vicenda che rischia di assestare un nuovo duro colpo alla situazione del commercio italiano». (a.q.)
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