Gioco
Una manifestazione contro l’arrivo dei profughi a Santa Croce
L’idea è nata su Facebook: corteo in centro e sosta davanti all’ex hotel Cristallo Al “no” si unisce anche l’associazione che si occupa dell’inserimento dei migranti
SANTA CROCE SULL’ARNO. Parte dal web l’appello alla mobilitazione. Il tutto sulla piazza virtuale di Facebook, dove i santacrocesi stanno “scaricando” in questi giorni le proprie perplessità (e spesso anche la propria rabbia) contro la prospettiva dei settanta profughi da ospitare nell’ex Hotel Cristallo. Da qui l’idea di una manifestazione, di una qualche dimostrazione di dissenso che contribuisca a dar forza alla battaglia contro un’ipotesi che sembra davvero aver fatto infuriare tutti, seppur con argomentazioni diverse e talvolta opposte.
In corteo. A lanciare il sasso è ancora una volta l’ex vigile Vincenzo Oliveri, già promotore della raccolta di firme per l’installazione delle telecamere, candidato con i Cinque Stelle alle ultime amministrative, che sulla pagina Facebook “Sei di Santa Croce se…” lancia l’invito per sabato 29 marzo, alle 10, in concomitanza con il mercato settimanale.
L’idea è quella di un corteo di protesta che attraversi le strade del paese fino all’immobile del vecchio albergo. «Uniti si vince – scrive Oliveri – Al di là di qualsiasi colore politico ritroviamoci tutti insieme in piazza Fratelli Cervi (ex piazza del mercato), per proseguire poi verso largo Galilei davanti all’ex Hotel Cristallo e dire no all’arrivo dei settanta profughi nel nostro centro storico. Tutti insieme dobbiamo protestare ad oltranza perché questo non si verifichi per il bene di Santa Croce». Una settantina, al momento, le persone che hanno confermato la partecipazione all’evento.
Sotto la prefettura. Ancora più estrema, invece, la proposta lanciata da Maurizio Donati (già candidato sindaco della lista “Cittadini in Comune”) che attraverso una nota propone, oltre alla manifestazione per le strade di Santa Croce, anche «un consiglio comunale aperto nel palazzetto dello sport e una manifestazione pacifica presso la Prefettura di Pisa». «I clandestini che arrivarono anni fa – rincara Donati – dovevano starci un mese, eppure alcuni sono sempre lì. Viene da chiedersi se il provvisorio anche stavolta non nasconda una soluzione definitiva».
Il dibattito. Al di là del no che comunque mette d’accordo un po’ tutti, le posizioni intorno alla vicenda sono le più disparate, come dimostrano anche i commenti lasciati sul web. Si va dal post di “pancia” di chi si indigna perché «ce ne sono già troppi» a commenti più argomentati che spaziano dal problemi dai richiedenti asilo ai dubbi sulle cooperative romane che stanno dietro all’operazione.
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Il “no” di Arturo. Un’operazione contro la quale si schiera anche l’associazione “Arturo”, da anni impegnata nell’inserimento dei migranti, che parla di una soluzione che, qualora si realizzasse, «azzererebbe d’un colpo l’idea e il modello di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati che si è affermata sul nostro territorio». Al suo posto, secondo l’associazione, si insedierebbero «modalità di gestione che sono lesive della dignità umana, inefficaci rispetto alla finalità di inserimento, oltre che inquinate da abusi, illeciti e forme di corruzione. La logica non può essere quella di trovare luoghi dove stipare le persone senza pensare a possibili percorsi di inserimento e senza tener conto dei diritti e dei bisogni. Pertanto riteniamo inopportuna la procedura seguita dalla Prefettura in questa occasione e ci associamo alle preoccupazioni circa la reputazione della cooperativa che si è aggiudicata il bando, sulla quale ci aspettiamo rigorosi accertamenti».
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