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Rientro al lavoro in Smith con una nuova commessa

Rientro al lavoro in Smith con una nuova commessa

I duecento dipendenti torneranno in azienda lunedì prossimo e in via definitiva tra il 13 e il 24 aprile. Restano le incertezze sul futuro legate ai prezzi del petrolio

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VOLTERRA. Un piccolo spiraglio grazie ad una commessa arrivata dal Venezuela che porterà all’interruzione della cassa integrazione per i circa 200 operai della Smith e al loro rientro in azienda a partire da lunedì prossimo per una settimana alla quale seguirà un periodo di ferie collettive in vista del rientro definitivo al lavoro fissato nella forbice temporale che va dal 13 al 24 aprile. È quanto stabilito nel confronto di ieri mattina tra le Rsu dell’azienda di Saline che opera nel campo delle perforazioni petrolifere e che fa parte del gruppo Schlumberger e l’amministratore delegato Giuseppe Muzzi.

A parte il rientro dalla cassa integrazione ordinaria con il periodo di ferie collettive resta il punto interrogativo sul futuro occupazionale nell’azienda della Val di Cecina.

«Per i mesi successivi non è dato sapere cosa accadrà - spiegano le Rsu - manca la visibilità di mercato e si naviga a vista vivendo alla giornata, aspettando gli ordini dai vari paesi produttori».

Tutta colpa del basso prezzo del petrolio che ha portato alla drastica riduzione degli impianti di perforazione nel nord America, accompagnati dal calo stagionale dovuto allo scioglimento del ghiaccio in Canada che rende impraticabili gli impianti per via del fango che si viene a creare.

«Le scorte di greggio che gli Stati Uniti hanno raggiunto in quest’anno, non ci agevolano - continuano le Rsu - infatti hanno raggiunto il massimo negli ultimi ottanta anni. Inoltre la politica dei paesi Opec, principalmente l’Arabia Saudita, non sta diminuendo l’offerta mentre la domanda cala. Tutto ciò ha quasi bloccato il corso delle perforazioni, mettendo in crisi le aziende come la nostra. Gli scenari futuri per il nostro settore non sono prevedibili al momento, tanto dipende dal prezzo del petrolio e da come evolverà il confronto strategico tra le scelte Opec e quelle nord americane, che come è noto divergono notevolmente». L’attenzione dei lavoratori resta quindi alta come la preoccupazione per il futuro all’interno della stessa azienda».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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