Il Tirreno

Pontedera

Dal Comune ora pensano di informare la Procura

di Giacomo Pelfer
Dal Comune ora pensano di informare la Procura

Il primo cittadino Giulia Deidda ha incaricato i suoi uffici di fare verifiche Si attendono gli incontri col prefetto: sabato con Fontanelli e martedì coi sindaci

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SANTA CROCE SULL’ARNO. I dubbi erano balzati in testa fin da subito, già dalla scorsa settimana, appena il nome di una cooperativa mai sentita era saltato fuori dall’apertura delle offerte in prefettura. Dubbi e perplessità, alimentate dal collegamento col mondo delle cooperative romane che subito aveva fatto correre il pensiero agli scandali legati al business dell’accoglienza. Immediate le verifiche, sia da parte dell’amministrazione sia dagli organi locali del Pd, che martedì sera hanno riunito un’assemblea d’urgenza fra iscritti e simpatizzanti.

«È stato suggerito – racconta il segretario Massimo Bertacca – di informare della situazione anche la procura della Repubblica, perché in base alle nostre indagini sta venendo fuori un contesto che ci preoccupa. Ci siamo trovati di fronte ad una cooperativa, denominata “Le Tre Fontane”, che risultava cessata ma che in passato era stata oggetto di proteste, da parte degli stessi migranti, per le condizioni con cui veniva gestita l’accoglienza. Alla fine è emerso un intreccio di più cooperative che appare strutturato per fare dell’accoglienza (soprattutto quella ai rifugiati) un vero e proprio business».

Si teme la mano di un mondo affaristico intenzionato a sfruttare la logica dell’emergenza e pronto a mettere radici anche in Toscana. Lo stesso timore che cova nella testa del sindaco Giulia Deidda, che conferma di aver chiesto da subito una serie di verifiche ai propri uffici. «È chiaro – racconta – che quando mi sono trovata di fronte il nome di una cooperativa con sede a Roma, oltretutto a distanza di pochi mesi da certe inchieste, il pensiero è corso immediatamente in quella direzione. Per noi è un aspetto non secondario, perché accoglienza e legalità devono andare di pari passo».

Sullo sfondo della vicenda c’è lo spettro di “Mafia Capitale”, il cui collegamento con il caso di Santa Croce resta comunque da verificare: «È un elemento che peserà nel momento in cui sarà certo – dice Deidda – e credo che in questo la prefettura sarà il nostro “tutore”».

Al momento, comunque, in attesa dell’incontro di martedì fra il prefetto e i sindaci della provincia, le acque della politica (anche quella nazionale) hanno iniziato a muoversi. Nella giornata di ieri il deputato Pd Paolo Fontanelli ha preso contatti con il prefetto fissando un incontro per sabato mattina, insieme ad altri parlamentari pisani, sia per discutere il caso di Santa Croce sia, più in generale, per capire come affrontare il problema dei richiedenti asilo. L’incontro farà da premessa al faccia a faccia di martedì fra il prefetto e i sindaci. Occorrerà capire, infine, quale sarà il risultato delle verifiche effettuate da Asl e Vigili del Fuoco sull’idoneità dell’ex Cristallo. Sembra questo, per adesso, il nodo determinante di tutta la storia, anche se nell’assemblea di martedì sono stati sollevati dubbi sul contratto d’affitto stipulato fra “Le Tre Fontane” e la Srl proprietaria dell’albergo. «Parliamo di una Srl in liquidazione – spiega il segretario Bertacca – che ha stipulato un contratto con una cooperativa che ha vissuto una serie di passaggi. È uno scenario molto controverso e ci chiediamo quanta validità possa avere questo documento».

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