Sicurezza
«Non va colpevolizzata la famiglia»
«In questi casi è facile commettere molti errori: dire che se sei depresso ti ammazzi, cercare il rapporto causa - effetto (tipo, la ragazza mi ha lasciato quindi…) oppure colpevolizzare la società e...
«In questi casi è facile commettere molti errori: dire che se sei depresso ti ammazzi, cercare il rapporto causa - effetto (tipo, la ragazza mi ha lasciato quindi…) oppure colpevolizzare la società e la famiglia».
La psichiatra Anna Romano, nel commentare l’episodio del ragazzo suicida nel lungomonte, ci tiene a mettere in guardia dalle «stupidaggini che si dicono» in genere. Un particolare pensiero va proprio «ai genitori che devono gestire un lutto enorme».
Dagli elementi emersi finora, si può pensare che la vittima «all’esterno non abbia fatto vedere la sofferenza e probabilmente avesse un disturbo dell’umore nello spettro bipolare». Una diagnosi sempre più frequente, «che si sta abbassando come soglia d’età solo perché un occhio esperto se ne accorge prima»; ma è una diagnosi che può descrivere anche «una banalissima normalità, dove si verificano piccole oscillazioni d’umore a cui si associa uno stato d’ansia». E questa situazione «attiva gesti aggressivi autodiretti», come quello che si è verificato ieri.
Il suicida di ieri ha mostrato «una commistione di stato maniacale e depressivo: il primo si intuisce dalla disinibizione motoria», cioè dalla modalità del gesto, che mostra una forte «premeditazione, non impulsività». Altri elementi conducono al secondo stato: «Probabilmente si sentiva in colpa, perché non si sentiva adeguato». (g.c.)
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