Italia
Negozianti, per non essere precari a vita
La scelta di due giovani pontederesi: «Il lavoro fisso? Una chimera. Meglio inseguire i propri sogni»
PONTEDERA. Dicono di aver passato serate intere seduti ai tavolini del bar che frequentano con gli amici a parlare della crisi economica che attanaglia l’Italia, delle difficoltà a trovare lavoro e di come riuscire a sfuggire a contratti settimanali e lavoretti part-time. Poi la possibilità di realizzare il sogno di una vita, la paura di fallire e il coraggio di gettarsi in una nuova avventura.
Vincenzo Falzone , 23 anni e Michael Dell’Agnello, 27 entrambi di Pontedera, da due settimane si danno da fare nel loro negozio. Un fondo di 260 metri quadrati, con ampio spazio esterno, in via Fermi a Fornacette. Non si fermano un attimo: sistemano la merce sugli scaffali, rispondono al telefono, accolgono i clienti con il sorriso di chi finalmente ha centrato il proprio obiettivo. Nel loro punto vendita, il sesto di una catena che si occupa in particolare di prodotti per il giardinaggio, si può trovare di tutto.
Da grossi contenitori per la vendita di detersivi sfusi ad alcuni esemplari di vasi realizzati artigianalmente disponibili su ordinazione. «Per 2 anni e mezzo ho lavorato come dipendente precario all’interno di diverse ditte della zona – spiega Vincenzo – e quando Michael mi ha proposto di metterci in proprio ho avuto un attimo di esitazione. Il progetto però mi è piaciuto e ho deciso di sposare la sua intuizione». I due giovani in pochi giorni hanno rivoluzionato l’interno del locale, organizzandolo in reparti, come un piccolo centro commerciale. «I clienti entrando devono sentirsi a casa ed essere liberi di curiosare tra i prodotti. Fin da subito ci siamo sforzati per rendere l’attività il più accogliente possibile». Michael parla mentre cammina tra pacchi di pasta e bulloni. L’amico e socio invece, alla cassa, rivive gli sforzi fatti in vista dell’apertura. «Ci siamo dati da fare anche la domenica, o alle prime luci dell’alba. Per aggiustare il cancello esterno mi sono svegliato alle 6 del mattino», ricorda Vincenzo, che chiude con un consiglio rivolto ai coetanei in cerca di un lavoro: «Se avete delle idee coltivatele e scommettete su voi stessi. Non bisogna farlo a caso, chiaramente, ma nemmeno aspettare troppo. Avere paura all’inizio è normale. Ma ora, ad ogni cliente che oltrepassa la porta d’ingresso, ripenso alle giornate passate a martellare e dipingere qui dentro prima dell’inaugurazione. E mi sento felice per il lavoro che svolgo».
Tommaso Silvi
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