Il dolore
Bertacca contro Visconti: «Affermazioni gravi»
Il leader del Partito Democratico santacrocese replica alla massima autorità in ambito provinciale: «Non si può sostenere che non c’era nulla da concertare»
SANTA CROCE SULL’ARNO. «Non possiamo accettare imposizioni. A maggior ragione su un terreno, quello dell’accoglienza, dove in questi anni l’amministrazione è riuscita a costruire un equilibrio positivo».
È il segretario Massimo Bertacca a farsi portavoce del malcontento del Pd santacrocese, che ieri sera ha riunito un’assemblea d’urgenza per discutere il caso dei 70 profughi che un gruppo di cooperative romane, con il via libera della Prefettura, è pronta ad ospitare nelle stanze dell’ex hotel Cristallo. «Non so se il prefetto, che è di nuova nomina, conosca la realtà di questo territorio», prosegue Bertacca commentando le dichiarazioni di Visconti nell’edizione di ieri del Tirreno. «Di certo – aggiunge – pur con tutto il rispetto che si deve all’istituzione, ci sembra molto grave che un prefetto dica che non c’era niente da concertare. Vogliamo quindi esporre la nostra contrarietà ad una soluzione che riteniamo sbagliata sia nel metodo che nel merito». Bertacca rileva, infatti, che la notizia è stata appresa dal sindaco solo in via informale: «La Prefettura e la proprietà hanno agito senza coinvolgere l’amministrazione. Non è ammissibile che 70 persone vengano “parcheggiate” in un luogo senza interpellare minimamente la realtà che dovrà accoglierle». Ma oltre al metodo, a far infuriare il Pd è soprattutto una forma di accoglienza che stravolge il cosiddetto “modello toscano”, e che secondo i Democratici rimanda ad un business dell’accoglienza che desta «un qualche allarme – dice Bertacca – anche in fatto di legalità». «In questo territorio – afferma – l’accoglienza diffusa in piccoli gruppi ha dato buoni risultati, garantendo un equilibrio fra i migranti e le comunità che li accolgono. La soluzione prospettata a Santa Croce, invece, non ha niente a che vedere con il nostro sistema di accoglienza: risponde solo a una logica economica che si rifà ai principi di ordine pubblico. Inoltre, dopo le inchieste romane che hanno fatto emergere il business dell’accoglienza, ci lascia perplessi il fatto che ad aver preso parte al bando siano proprio delle cooperative di Roma. Non vorremmo che questo fosse un cuneo affinché determinati mondi di affari si affaccino su un territorio che ha sempre arginato certi contesti».
Commentando la vicenda, anche l’ex sindaco Osvaldo Ciaponi definisce «preoccupante che tutto questo derivi da un organo di governo qual è la prefettura. E provo profonda amarezza nel pensare che ciò arrivi da un governo che dovrebbe essere “amico”». (g.p.)
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