Toscana
Santa Croce, l'associazione Conciatori contro l'arrivo di 70 profughi in hotel
Il gruppo prende posizione a sostegno del Comune dopo la decisione della prefettura di ospitare i rifugiati in un vecchio albergo abbandonato
SANTA CROCE SULL’ARNO. Con un provvedimento che il Comune ritiene calato dall’alto la prefettura di Pisa ha comunicato nei giorni scorsi al sindaco Giulia Deidda l’arrivo di 70 nuovi profughi a Santa Croce sull’Arno.
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Verranno ospitati all’interno di un vecchio hotel abbandonato, concesso in gestione a una cooperativa di Roma. Come è stato possibile tutto questo? È la grande domanda che riguarda l’operazione, criticata non solo dall’amministrazione comunale di centrosinistra ma anche dalla Lega. I cittadini si stanno mobilitando contro questa decisione. In poche ore è stata aperta una pagina Facebook “No hotel Santa Croce”, a favore del lavoro e dell'accoglienza e contro il degrado sociale.
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Sulla vicenda interviene il vicepresidente dell’Associazione Conciatori Roberto Giannoni. «Come associazione siamo contrari a questa operazione che non è stata portata avanti di concerto con l’amministrazione comunale, con l’Asl o con le associazioni di volontariato locali. Ci sono già 25 profughi accolti a Santa Croce e che si aspettano di restare in Italia chiedendo asilo politico. Aggiungere altri 70 migranti in una struttura che è chiusa da tanto tempo e che è fatiscente può essere pericoloso anche dal punto di vista logstico». Secondo Giannoni il Comune fa bene ad opporsi al piano della prefettura.
«È solo un’operazione speculativa – aggiunge – senza alcun legame con il territorio. Come Associazione Conciatori siamo a favore dell’immigrazione e dell’accoglienza. Nelle nostre aziende lavorano molti immigrati. Ma un’operazione del genere può andare a destabilizzare l’equilibrio raggiunto. La nostra realtà è già sotto pressione per la crisi economica. Non vediamo la necessità di un intervento come quello proposto dalla cooperativa romana».
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