Cascina, picchia la moglie e danneggia l’auto della suocera: arrestato
Una separazione coniugale difficile da gestire si è complicata ulteriormente. Il marito ha aggredito la moglie per la strada
CASCINA. Una separazione coniugale difficile da gestire si è complicata ulteriormente, il 22 marzo, dopo che il marito, un barista di circa 34 anni, ha aggredito la moglie per la strada, in via De Gasperi a Cascina. L’uomo, che era piuttosto agitato, ha litigato con la consorte, aggredendola prima verbalmente e poi passando alle mani.
Per cercare di dividerli sono intervenute la madre della donna e un’amica. Ma l’uomo, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri, non voleva saperne di calmarsi. Così ha danneggiato sia la vettura della suocera che di un’amica della moglie. Nel parapiglia sono volati pugni e calci e anche quando il barista ha visto arrivare la pattuglia dei carabinieri, intervenuta dalla stazione di Navacchio, la situazione non è migliorata. Anzi, stando alle accuse, il trentaquattrenne ha minacciato pure i due carabinieri che cercavano di farlo ragionare.
Alla fine, dopo una lunga trattativa, l’uomo è stato arrestato. La moglie invece è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello. All’inizio si temeva che avesse riportato una frattura nella colluttazione con l’ex marito. Invece, per fortuna, se l’è cavata con alcune contusioni ed il referto che le è stato rilasciato indica una prognosi di circa dieci giorni.
Anche se per la donna non sarà facile dimenticare la paura di quell’incontro con l’uomo dal quale sta cercando di separarsi. Il marito è stato arrestato con l’accusa di danneggiamenti e per minacce a pubblico ufficiale.
La Procura di Pisa è stata informata e ha disposto per lui gli arresti domiciliari, a casa della madre, in attesa della convalida dell’arresto e del processo per direttissima che si svolgeranno questa mattina, in tribunale a Pisa. L’uomo è incensurato e probabilmente quando ha litigato con la moglie non era perfettamente lucido.
Tenuto conto del contesto da cui è scaturito il litigio con aggressione, l’autorità giudiziaria non ha ritenuto di doverlo fare accompagnare in carcere in attesa della convalida ma ha disposto il processo immediato.
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