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A Peccioli la sfida continentale dei robot

Andreas Quirici
Un momento della sfida dei robot a Peccioli (foto Franco Silvi)
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Un momento della sfida dei robot a Peccioli (foto Franco Silvi)

Salto nel futuro da parte di quaranta studenti universitari provenienti da tutta Europa

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PECCIOLI. La robotica universitaria europea sceglie Peccioli e la sua casa domotica per il talent dei ricercatori. Quaranta studenti dagli atenei di tutti i Paesi del vecchio continente hanno lavorato per cinque giorni nella struttura dell'Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa per prepararsi alla finale del contest che si svolgerà a Lisbona nel mese di novembre per stabilire quale gruppo ha realizzato il robot migliore. Dieci squadre per stabilire, alla fine, quale sarà stata in gtado di costruire la macchina con maggiori capacità cognitive in base ai comandi dati dai ricercatori. Due gli ambiti di lavoro: "@home" e "@work" con i robot che devono eseguire comandi semplici, come quello di prendere un oggetto e spostarlo da un posto a un altro, oppure spegnere le luci in camera da letto o riconoscere un tavolino da caffè.

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L'importanza di Peccioli. In tutto questo è fondamentale il ruolo della casa domotica pecciolese, un ambiente che riproduce le stanze di appartamento con sensori e strumentazioni eletrroniche, oltre agli adiacenti laboratori per far lavorare i ricercatori, come sottolinea Daniele Nardi, docente di intelligenza artificale alla Sapienza di Roma, università che, insieme all'Istituto superiore tecnico di Lisbona e al Politecnico di Milano, organizza il progetto denominato Rockin, acronimo del progetto della Comunità europea Robot competitions kick innovation in cognitive systems and robotics. "Che io sappia non ci sono altre strutture in Italia come la casa domotica di Peccioli - spiega il professore - ma soprattutto fruibili per i ricercatori che qui trovano spazi simili a quelli di una casa vera e laboratori dove testare i loro progetti. Un elemento molto importante per rendere la ricerca concreta". La presenza di così tanti studenti contemporaneamente a Peccioli dimostra che questa strada può rappresentare il futuro di un settore che si propone di realizzare macchine sempre più intelligenti e rispondenti alle necessità delle persone.

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Robot al servizio degli umani. Le dimostrazioni realizzate durante i cinque giorni di permanenza in Valdera degli studenti, che sono arrivato il 18 marzo e che se ne andranno il 22, dopo un soggiorno nell'hotel Porta Valdera, lasciano intravedere ciò che i robot potranno fare nel prossimo futuro. "Per ora abbiamo macchine, specie nell'ambito della produzione industriale, che sanno eseguire comandi in maniera meccanica una serie di operazioni - prosegue Nardi -. La sfida per noi è quella di creare robot che si comportino in maniera diversa a seconda dell'oggetto che si trovano davanti o della situazione che devono affrontare". Da qui gli esempi visti durante le dimostrazioni, come quello dei ricercatori dell'ateneo di Koblenz, in Germania, che ordinavano al loro robot di spegnere le luci in camera da letto o come quello del gruppo di studenti dell'università di Birmingham in Inghilterra di riconoscere un tavolino da caffè nella casa e inserirlo nella mappa dell'abitazione attraverso il sistema dei sensori. Operazioni semplici, ma che lasciano immaginare un futuro ancora più automatizzato e robotizzano della nostra vita di tutti i giorni.

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