Il Tirreno

Pontedera

In arrivo altri settanta profughi

di Giacomo Pelfer

Verrebbero ospitati da una coop nell’ex hotel Cristallo. L’ira del Comune

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SANTA CROCE SULL’ARNO. La notizia è rimbalzata ieri mandando su tutte le furie l’amministrazione di Santa Croce. La Prefettura di Pisa, infatti, ha autorizzato un privato (una società cooperativa di Roma) ad ospitare la bellezza di 70 profughi in pieno centro storico, più precisamente nelle stanze dell’ex hotel Cristallo, chiuso ormai da oltre vent’anni, che la stessa società avrebbe preso in gestione. Una notizia incredibile che ha scatenato la rabbia del sindaco Giulia Deidda che lo definisce un vero e proprio Cie (un centro di identificazione ed espulsione), dichiarandosi pronta ad «utilizzare tutti gli strumenti in nostro possesso per impedirne la realizzazione».

I fatti. All’origine della vicenda c’è un bando di gara indetto dalla stessa Prefettura, su richiesta del Ministero dell’Interno, alla ricerca di operatori economici ai quali affidare, in strutture del territorio provinciale, il servizio di accoglienza per i cittadini stranieri richiedenti asilo (a partire dal primo aprile e fino al 31 dicembre). Giovedì mattina c’è stata l’apertura delle buste. Tre i soggetti che hanno partecipato al bando: la cooperativa “La Pietra d’Angolo” di San Miniato, che ha sostanzialmente prorogato il servizio di accoglienza per 14 profughi a San Romano; il consorzio di cooperative “So&Co” di Mugnano (Lucca) che ospiterà 6 persone a Vecchiano; e infine una “misteriosa” cooperativa denominata “Le Tre Fontane”, originaria di Roma, che si è aggiudicata in un colpo 70 posti da ricavare a Santa Croce. Il tutto con un ribasso di quasi il 4% e una richiesta economica di 34,50 euro pro die per ogni profugo, in pratica 2.415 euro al giorno. Abbiamo provato a contattare la cooperativa, tuttavia, all’unico numero di telefono reperibile su internet per la cooperativa “Le Tre Fontane”, ci ha risposto un uomo con voce sorpresa: «Ma quale cooperativa? Forse anni fa».

L’ira del Comune. Al momento, l’unico dato certo è che l’assegnazione di 70 posti a Santa Croce ha scatenato le proteste del Comune contro una forma di accoglienza giudicata sbagliata e dannosa. «Un modello di insediamento ad alta concentrazione e a forte impatto sociale – afferma il sindaco Deidda - che appare in netto contrasto con la politica adottata dalla Regione. La nostra amministrazione si è distinta in questi anni per accoglienza e integrazione, aderendo dal 2011 all’ospitalità di profughi in condizioni di emergenza e partecipando dal 2014 al progetto Sprar del Ministero degli Interni, mediante il quale ospita attualmente 25 richiedenti asilo. Proprio alla luce di quest’esperienza siamo consapevoli della necessità di non fornire solo una struttura ma anche di garantire la presenza costante di personale qualificato e formato. Senza un’azione concertata preventivamente con l’amministrazione sorge il dubbio che i profughi ospitati potrebbero non essere adeguatamente seguiti in una necessaria fase di inserimento». A spaventare, poi, è anche la scelta di utilizzare i locali ormai fatiscenti dell’ex albergo. «Un edificio collocato in pieno centro storico – prosegue il sindaco – un’area percepita a forte pressione sociale. Un immobile, inoltre, inutilizzato da almeno vent’anni che non corrisponde a nostro avviso ai criteri di adeguatezza. Alla fine parliamo di una scelta operata da un privato che rischia di ricadere pesantemente sulla comunità. Per questo utilizzeremo tutti gli strumenti in nostro possesso per impedirne la realizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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