Il dolore
Si inventa le molestie per fare forca a scuola
La ragazzina di 13 anni ha tenuto per giorni la polizia impegnata nelle indagini attivato anche il protocollo rosa. Ma era tutta una fantasia di bimba
PONTEDERA. «Sono stata molestata e rapinata da un uomo...». Il pianto di una ragazzina di 13 anni, di Pontedera, ha convinto la mamma di una sua compagna di classe che l’aveva incontrata nei pressi della stazione ferroviaria a Pontedera. La donna ha chiamato la polizia e per la minorenne, che la mattina non era andata a scuola, è scattato il protocollo del codice rosa, previsto per le vittime delle violenze. Le successive indagini compiute dalla polizia, che era intervenuta alla stazione, si sono concluse in maniera inaspettata. La ragazzina si era inventata la storia per giustificarsi in quanto la mattina aveva “marinato” la scuola. Agli agenti la bimba, come ha spiegato il dirigente del commissariato di Pontedera, dottor Luigi Fezza, «aveva raccontato che nella primissima mattinata, mentre si trovava su un pullman della Ctt diretto alla scuola media di un paese vicino a Pontedera, era stata costretta, da un uomo adulto, uno straniero non meglio identificato, a scendere e portata in un campo dove era stata trattenuta contro la sua volontà e picchiata allo scopo di cedere allo sconosciuto i propri soldi».
La versione era apparsa subito poco credibile anche perché la ragazza aveva ancora con se il proprio telefono cellulare. Tuttavia è stata avviata la procedura del codice rosa con le relative indagini. Tutto nell’ottica di ricostruire cosa era realmente accaduto.
La polizia ha rintracciato l'autista della Ctt; l’uomo ha riferito di non aver notato nulla di particolare sul bus. «Allora le indagini si sono concentrate sui compagni di scuola della ragazza, anche loro utilizzano il pullman per andare a scuola. Sono stati sentiti a scuola il giorno successivo, hanno dato un'altra versione dei fatti confermata dall'esame delle telecamere delle stazioni ferroviarie dove le stesse erano transitate». La ragazzina, in sostanza, aveva fatto “forca” insieme a un’amica più grande di età. Per paura di essere stata scoperta, lei che di solito informa i genitori delle assenze in tempo reale con sms, ha inventato la storia delle molestie e della rapina per coprire la sua bravata. Purtroppo non aveva messo in conto le conseguenze. Non aveva considerato che una simile storia, oltre a far partire una complessa e articolata procedura di indagini mediche e di polizia le avrebbe procurato anche una segnalazione al tribunale dei minorenni. E chi ha più di 14 anni una bravata simile potrebbe costare una vera e propria denuncia penale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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