Gioco
L’ironia di Ruffini aiuta a sconfiggere il bullismo
PONTEDERA. Due ore e mezzo coi giovani. Facendoli parlare, ascoltandoli e dando consigli. Con l’ironia che lo ha portato fino al grande schermo. Paolo Ruffini ha incontrato gli studenti al palazzetto...
PONTEDERA. Due ore e mezzo coi giovani. Facendoli parlare, ascoltandoli e dando consigli. Con l’ironia che lo ha portato fino al grande schermo. Paolo Ruffini ha incontrato gli studenti al palazzetto dello sport grazie al progetto “Fateci stà bene”, del Comune di Pontedera con scuole e alle forze dell’ordine. Un percorso fatto di iniziative per combattere bullismo e cyber-bullismo. «Siamo qui per capire come migliorare il mondo – ha esordito Ruffini – ma ognuno di voi intanto potrebbe contribuire a rendere migliore la città in cui studia. Quando fate un commento offensivo sui social network all’indirizzo di un coetaneo state sparando una pallottola che non saprete quanto farà male al diretto interessato».
La parola ai ragazzi. L’intenzione è quella di coinvolgere i ragazzi. E Ruffini chiama alcuni di loro a raccontare le proprie esperienze. Un ex “bullo” e la sua vittima si ritrovano a distanza di anni e si stringono la mano sorridendo, una ragazza racconta le brutte parole con cui è stata apostrofata da un coetaneo e molti esprimono la propria opinione. Il dibattito si accende. Francesca Barberi della fondazione Charlie onlus, organizzatrice dell’evento, è soddisfatta: «Paolo infonde sicurezza. Lo abbiamo scelto come testimonial di Charlie per questo. I giovani lo vedono come un fratello più grande e si confidano». Della Fondazione parla anche Ruffini: «Telefono amico non è una cosa stupida. Attraverso un numero verde potete esprimere i vostri problemi e i vostri dubbi. Dall’altra parte vi daranno consigli».
I numeri di Charlie. Il servizio di supporto telefonico agli adolescenti copre tutta l’Italia e raccoglie anche 5.000 telefonate in una settimana. «Chiamano ragazzi in piena crisi, che hanno soltanto bisogno di uno sfogo. Altre ci arrivano telefonate con minacce di suicidio e i nostri volontari devono essere lucidi nell’intrattenere una conversazione tranquillizzando l’interlocutore», spiega Barberi.
GUARDA LE FOTO
E IL VIDEO DELL’INCONTRO
www.iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
