Il Tirreno

Pontedera

Via Rospicciano, chiesti 25 milioni di risarcimento

di Sabrina Chiellini
Il complesso immobiliare di via Rospicciano al centro di un contenzioso giudiziario
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Il complesso immobiliare di via Rospicciano al centro di un contenzioso giudiziario

Iniziato il processo: la Futura immobiliare vuole i soldi dal Comune di Ponsacco. La disputa sul cambio di destinazione d’uso di alcuni locali, a giudizio l’ex sindaco

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PONSACCO. La richiesta di risarcimento danni presentata dalla Futura Immobiliare di Ponsacco per il tormentato contenzioso giudiziario nato intorno al complesso immobiliare di via Rospicciano è di 25milioni di euro, con una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 8milioni di euro in caso di condanna degli imputati.

I fatti al centro del processo, iniziato ieri in tribunale a Pisa e che hanno portato a giudizio l’ex sindaco di Ponsacco, Alessandro Cicarelli, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Ponsacco Alberto Turini e il responsabile del procedimento amministrativo Antonio D’Auria, oltre a Mauro Benigni, direttore generale della Banca di Pisa e di Fornacette e presidente del consiglio di amministrazione della Sigest Srl, società unipersonale con socio unico la Banca di Pisa e Fornacette, oltre a Bruno Nardini, geometra che ha seguito la pratica edilizia per conto della banca, sono abbastanza lontani nel tempo. Risalgono infatti al 2007. Eppure per vedere iniziare la fase istruttoria dovranno passare ancora alcuni mesi.

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I giudici del secondo collegio del tribunale di Pisa ((presidente Salutini, a latere D’Auria e Degl’Innocenti) hanno aggiornato il processo al 30 settembre, avviando la storia verso il tramonto della prescrizione. In autunno saranno sentiti i testi dell’accusa, Giuseppe Giambra, Pierluigi Bernocchi e due politici locali: Stefano Giobbi e Giuseppe Ruggiero, esponenti entrambi dell’opposizione quando è iniziata la vicenda.

Cicarelli, residente a Ponsacco, difeso dagli avvocati Anna Francini e Gateano Viciconte; Turini di Pontedera e D’Auria, residente a Livorno, difesi da Francini e Giulio Venturi, sono accusati in concorso tra loro di abuso di ufficio, a seguito degli atti compiuti e che hanno di fatto dato il via libera alla trasformazione di alcuni locali da commerciale a direzionale, destinati a negozi e non all’attività bancaria.

Nell’operazione immobiliare la Futura aveva come partner la Cassa di Volterra la quale aveva acquistato dalla Futura una parte dell’immobile di via Rospicciano con l’impiegno di quest’ultima di non vendere i locali attigui ad altre banche. Ma, in seguito, dopo gli atti assunti dal Comune e in parte annullati dal Tar della Toscana - oggi al centro del processo - aveva assistito all’ingresso nel complesso di via Rospicciano della Banca di credito cooperativo di Fornacette, attraverso la Sigest Unipersonale, controllata direttamente dalla banca di credito cooperativo di Fornacette. Passaggio che la Futura ha cercato prima di bloccare con atti amministrativi per contestare il cambio di destinazione d’uso degli immobili e poi con una denuncia alla Procura che ha portato i cinque a giudizio.

Mauro Benigni, residente a Buggiano, difeso dall’avvocato Stefano Del Corso, e Bruno Nardini di Calcinaia (avvocato Alessandra Papineschi) dovranno rispondere, oltre che del reato di abuso d’ufficio, anche di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico sempre per le pratiche edilizie che sono state presentate in Comune per poi realizzare opere funzionali al cambio d’uso (da commerciale a direzionale per permettere l’apertura di un nuovo sportello bancario della Fornacette).

Sono stati individuati dal Gip Elsa Iadaresta, in sede di udienza preliminare del 23 giugno scorso, anche i responsabili civili: la Banca di Pisa e Fornacette, Sigest Srl e Comune di Ponsacco . Nelle questioni preliminari affrontate nell’udienza di ieri i difensori del Comune e della Banca, che si sono costituite in giudizio, hanno chiesto l’esclusione dei due enti dal riconoscimento della responsabilità civile. Richiesta respinta dal tribunale per la banca. Mentre per il Comune la responsabilità civile riguarderà solo i reati riferibili al sindaco e ai due dipendenti comunali.

 

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