Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, col mercato in calo l'occupazione è rimasta stabile

Andreas Quirici
Piaggio, col mercato in calo l'occupazione è rimasta stabile

Roberto Colaninno ai sindacati: "Continueremo a investire sullo stabilimento di Pontedera"

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PONTEDERA. Il mercato è in calo. L'occupazione, però, è stabile. Per lo stabilimento di Pontedera parlano i numeri. E poi ci sono le rassicurazioni di Roberto Colaninno. Il presidente e ad di Piaggio, nell'incontro con i sindacati ha detto: "Continueremo a investire su Pontedera". Anche se ha voluto mettere in chiaro che la sua Piaggio non farà mai più, in futuro, un'operazione come quella con Tecnocontrol.

E dall'altra parte? "Serve un accordo di programma per rilanciare l'indotto Piaggio della Valdera". Così Massimo Braccini, segretario regionale della Fiom Cgil e coordinatore nazionale per la stessa sigla sindacale del Gruppo Piaggio al termine dell'incontro avuto, il 18 marzo,  dai rappresentanti del lavoratori con Roberto Colaninno, presidente dello stesso gruppo.

Erano presenti esponenti delle segreterie nazionali e territoriali di Fiom, ma anche Fin Cisl e Uilm Uil, compresi i rappreesentanti e le Rsu degli stabilimenti di Aprilia e Moto Guzzi. Il tutto in un contesto caratterizzato, in Italia, dal totale del mercato delle due ruote (tutte le marche, tutte le cilindrate) passato da oltre 500mila veicoli nel 2009 a 180mila nel 2014. Pari a un -64% in soli sei anni, come spiegato da Piaggio, i cui manager aggiungono: "I segnali che abbiamo ci parlano, per l'Italia, di un -16% nel primo trimestre di quest'anno. In Europa inclusa Italia, il mercato continentale delle due ruote dal 2009 al 2014 è sceso da oltre 1 milione 350mila veicoli ai 960mila circa del 2014.

Centralità di Pontedera. "Da un lato siamo in presenza di un mercato continentale che nel suo complesso si è dimezzato - ha spiegato l'azienda - dall'altro dobbiamo sottolineare che nel 2009 a Pontedera lavoravano in 3.100 persone tra operai, impiegati e dirigenti. A fine 2014 il totale è di 3.000. In Europa siamo passati da 4.600 dipendenti in totale a 4.000, un calo causato dalla chiusura dello stabilimento spagnolo del marchio Derbi, la cui produzione è stata integralmente trasferita in Italia, nello stabilimento Aprilia di Noale".

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L'accordo di programma di cui ha parlato Braccini dovrebbe prendere spunto dai provvedimenti presi a Piombino e Livorno. "Anche se in quei contesti ci sono elementi di grande diversità rispetto al metalmeccanico di Pontedera - riprende il sindacalista Fiom - qui ci sarebbe da mettere in rete le aziende dell'indotto, perché altrimenti si rischia di accompagnare a morte certa decine di aziende, facendo perdere il posto a centinaia di lavoratori. L'accordo dovrebbe far confluire allo stesso tavolo la Piaggio, le aziende dell'indotto, i sindacati e soprattutto le istituzioni per favorire investimenti pubblici e privati"

Agganciare la ripresa. Uno scenario reso necessario dalle difficoltà che Piaggio sta incontrando ancora sui mercati, considerando che l'inizio del 2015 sta andando forse in maniera peggiore rispetto al 2014, anche se le basse quotazioni dell'euro nei confronti del dollaro offrono prospettive sia di vendita che di produzione per il resto dell'anno. "Ed è proprio per questo che occorre fare fare sistema nell'indotto e creare i presupposti per portare lavoro in Italia, visto che non è più conveniente fare motori all'estero - ha ribadito Braccini - Però si dovrà lavorare per portare più produzione in Italia e non in altri paesi europei".

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Di sistema dell'indotto ha parlato anche Gianluca Ficco del coordinamento nazionale delle due ruote di Uilm Uil. "Durante l'incontro Piaggio ha criticato la situazione dell'indotto dicendo che la sua politica sarà ancira quella di ricercare le migliori condizioni tra qualità e prezzo delle forniture. L'euro debole è un elemento favorevole per far arrivare lavoro in italia, ma si dovranno dare risposte diverse rispetto alle attuali. Noi appreziamo la responsabilità sociale con cui Piaggio sta affrontando la crisi, facendo ricorso agli ammortizzatori sociali e non con riduzione di personale. Siamo disposti a discutere di competitività, ma a patto che venga rinnivato l'accordo aziendale scaduto nel 2012".

Bene l'occupazione stabile. Secondo Ferdinando Uiliano, segretario nazionale di Fim Cisl, serve "un miglioramento della qualità dei prodotti e della rete di assistenza delle aziende del Gruppo Piaggio, oltre all'apertura a nuovi mercati per aumentare gli sbocchi commerciali. Ci soddisfa la linea conservativa dei livelli occupazionali, anche se serve un generale miglioramento della qualità produttiva. Piaggio ha ricordato che all'interno dello stabilimento pontederese c'è ancora troppo assenteismo, aggiungendo di avere i prodotti adatti ad affrontare positivamente il mercato nel 2015". Un quadro che tiene conto della forte riduzione del settore delle due ruote che in Italia ha segnato un -67% e in Europa un -45% con lo stabilimento di Pontedera che dal 2009 a oggi è passato dalla produzione di 250mila veicoli agli attuali 140mila circa.

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