Sicurezza
Circa trecento esemplari in tutta la regione
L’animale si sta adattando sempre di più ai contesti urbani. Ormai si spinge fin quasi sulle spiagge
PONTEDERA. Non solo colline pisane. Il lupo si spinge fin quasi sulla spiaggia. Avvistamenti sono stati registrati negli ultimi anni non solo nel parco di Migliarino-San Rossore, ma anche a due passi da Marina di Bibbona, nella macchia della Magona. Il lupo non teme d'incontrare l'uomo e si aggira perfino nelle periferie delle città, a Pistoia ad esempio. E attraversa strade trafficate, come la Grosseto-Siena, dove un esemplare finì investito, proprio com’è successo alle porte di Pontedera.
Dalla campagna alla città. Il lupo si adatta sempre di più a contesti urbani. Nei periodi in cui piove poco, inoltre, gli ungulati si spostano alla ricerca di cibo dalle colline verso le pianure ed il lupo si sta adattando e li segue».
Su quanti siano gli esemplari toscani del re dei boschi non esistono dati esatti, ma non c'è niente che faccia pensare a una crescita esponenziale. Anzi, negli ultimi anni la popolazione è abbastanza stabile.
I dati disponibili parlano di circa trecento capi. A cui devono essere aggiunti i cani inselvatichiti e i cosiddetti "ibridi", un po' cani e un po' lupi, che mostrano gli stessi comportamenti del lupo, ma che mostrano una capacità d'attacco anche superiore.
Tra le zone maggiormente interessate dalla presenza c'è sicuramente l'Appennino, dove sono presenti ampie aree protette e una gran disponibilità di prede. Inoltre, le zone collinari di tutta la regione, fino al mare. Quindi le aree dell'Amiata, le Colline Metallifere, la Val d'Orcia ed il Senese, la campagna pisana, la Calvana, il Pratomagno, la Val di Cornia.
Il lupo è una specie di confine. Per l'allevatore è un problema in più. Per chi abita in città è soprattutto un simbolo. La specie che più di altri dà il segno della qualità di un ambiente naturale.
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