Sicurezza
Domenica senz'auto, la farsa che fa infuriare
Pontedera: transenne e divieti in tutto il centro, ma nessuno controlla e tutti passano
PONTEDERA. La solita farsa. A puntate. Puntuali. Sempre di domenica. Il Comune di Pontedera prosegue nel chiudere alle auto il centro cittadino. Avviene dalle 10 alle 18 di una domenica qualsiasi, che viene individuata dall'amministrazione sulla base di motivazioni che conoscono solamente dentro gli uffici di Palazzo Stefanelli. Non è certo per ridurre i problemi causati dallo smog, anche perché domenica scorsa pioveva a dirotto. E poi la città della Vespa non soffre di questi particolari problemi. Se i cittadini sono costretti talvolta a combattere contro degli insopportabili miasmi, questi provengono dalla discarica della Geofor a Gello e non certo dagli ingorghi di auto e dalla mole di traffico.
Ma si sa: a certe giunte di sinistra è sempre piaciuto strizzare l'occhio ad uno sterile ambientalismo di facciata che si limita spesso ad interventi superficiali senza affrontare le questioni in profondità. Basti ricordare di quando la Toscana fu inondata di piste da pattinaggio all'aperto in un primo periodo, di piste ciclabili in un secondo e, più di recente, di servizi bike-sharing. Perché chiudere il centro alle auto, e per giunta in una domenica di pioggia e senza manifestazioni? E perché, se si è davvero convinti della scelta adottata, non si predispongono gli opportuni controlli in modo che le transenne non vengano spostate e che da qui non transiti davvero nessuno?
Domande che sorgono spontanee, alla luce di quanto avvenuto domenica scorsa. Ancora una volta era come se transenne e cartelli di divieto non esistessero. Dei vigili urbani nessuna traccia. Solamente al ponte napoleonico c'erano due membri delle associazioni di volontariato che collaborano costantemente con il Comune in fatto di viabilità ma, a causa della pioggia, se ne stavano opportunamente riparati sotto il tendone di un negozio. Per il resto, un'altra domenica a "controlli zero", con tutti i rischi che una situazione del genere può comportare. Come segnala giustamente Carlotta Bracaloni con un post sul gruppo Facebook "Sei di Pontedera se...": «Queste cose fanno saltare i nervi. Città chiusa, transenne ovunque. Arriva un'ambulanza a sirene spiegate. Doveva passare dal ponte napoleonico, ma non c'era nessuno per rimuovere le transenne. E così l'ambulanza è ripartita spedita passando dal sottopasso ma allungando il tragitto per arrivare al pronto soccorso».
Perché, quindi, il Comune insiste? Forse per i finanziamenti da Regione, governo o Unione Europea? Abbiamo provato a chiederlo direttamente a Palazzo Stefanelli. «La chiusura alle auto fa riferimento - ci hanno spiegato - alla delibera della giunta del 30 gennaio 2015, in cui si è ritenuto di promuovere in via sperimentale per il primo semestre l'iniziativa delle "Domeniche ecologiche". Questa è finalizzata alla riduzione dei fattori inquinanti nei centri urbani, compresi i gas di scarico dei veicoli. Obiettivo che può essere perseguito anche mediante la programmata limitazione della circolazione veicolare in determinate aree cittadine. Oltre alla tutela ambientale - chiariscono sempre dal Comune - l'iniziativa riveste anche un carattere educativo e di rilevanza civica, in quanto le strade interessate sono lasciate a disposizione di tutti i cittadini che possono liberamente fruirne a piedi, in bicicletta o con qualsiasi altro mezzo non inquinante».
Una motivazione di fronte alla quale non si può non sorridere, dal momento che è assolutamente impossibile godersi la città a piedi o in bici senza correre seriamente il rischio di essere investiti da un'auto che puntualmente, sfruttando la completa assenza di controlli, oltrepassa i varchi. Quanto ci guadagna il Comune sbandierando le "Domeniche ecologiche"? «I finanziamenti che il Comune incassa - ci viene spiegato - non sono direttamente collegati alle "Domeniche ecologiche". Ogni Comune, poi, accede in Regione a contributi vari motivandoli all'interno di politiche più complessive, nelle quali hanno ovviamente valore anche le "Domeniche ecologiche"».
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