Sicurezza
I controlli dopo le crociere? Sono legittimi e di routine
L’Agenzia delle entrate: "Ogni anno inviamo molte richieste di verifiche su spese anomale"
SAN MINIATO. «È vero, di verifiche sulle spese anomale dei contribuenti ne inviamo molte ogni anno», semmai, però «nessuna attività di ispezione e verifica può essere realizzata direttamente alle abitazioni private dei contribuenti, se non in presenza di un’espressa autorizzazione da parte della procura della Repubblica, rilasciata solo in casi estremamente gravi di evasione fiscale, che lascino supporre un reato penale».
L’Agenzia delle entrate torna sul caso dell’operaio conciario entrato sotto la lente del fisco dopo aver fatto due crociere in un anno, spiegando con una nota che «gli inviti a chiarire le proprie spese ai contribuenti arrivano attraverso lettera o mail».
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Il diretto interessato, intanto, pur non volendo intervenire in prima persona, conferma l’avvenuta richiesta di chiarimento ricevuta dall’Agenzia delle entrate dopo le due crociere fatte con la moglie, come spiegato dal sindacalista della Cgil, Loris Mainardi che ha raccontato la storia a margine di una conferenza stampa su un altro argomento. «Prendo atto della precisazione fatta dall’Agenzia delle entrate e mi fa piacere che i controlli fiscali vengano effettuati - dice Mainardi - Ma, anche, del fatto che l’operaio ha comunque ricevuto la richiesta di fornire le informazioni delle spese fatte in relazione ai due viaggi». La vicenda, comunque, insegna a tutti che l’occhio del fisco tiene d’occhio tutti e che la sua mano può raggiungere chiunque (rigorosamente per mail o raccomandata nei casi simili a quello dell’operaio) .
I parametri usati dall’Agenzia delle entrate per far partire una richiesta di chiarimento sono tutti riferiti alla capacità di spesa accertata. E può essere messa in moto dall’acquisto di un’auto o da un viaggio, ma anche da spese mediche di una certa consistenza e che comunque non sembrino congrue col reddito. Secondo la stessa Agenzia delle entrate, «non c’è volontà di vessare le persone, ma di chiarire la loro posizione senza incutere paura».
Stando a quanto spiegato dal sindacalista Mainardi, l’operaio avrebbe dimostrato la congruità delle proprie spese, comprese quelle per le due crociere, la seconda delle quali pagata con uno sconto derivante da una promozione. Avrebbe anche detto di trovare giusti controlli da parte del fisco, rimanendo perplesso sul fatto di una verifica nei confronti di un dipendente di un’azienda, con tanto di busta paga, da circa 30 anni.
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