Il dolore
L’Unione difende una multa da 40 euro spendendone 1.500
La polizia locale ha dato incarico a un legale di Pisa di ricorrere in appello contro la sentenza del giudice di pace
PONTEDERA. L'avvocato Sergio Mori, un decano della professione, ci scherza su. «Nella mia vita professionale chissà quanti ricorsi ho vinto per le multe. Per non parlare delle contravvenzioni elevate a me...», dice con tono ironico. Ma l'altro giorno quando al suo studio di via Roma a Pontedera gli è stato notificato un atto giudiziario che lo riguarda direttamente, l'avvocato per un istante almeno ha cercato di capire se era solo un brutto scherzo. L'Unione Valdera, in particolare la polizia locale, ha dato mandato ad un legale di Pisa di ricorrere in appello contro una sentenza del giudice di pace di Pontedera che lo scorso luglio ha annullato (la sentenza è stata pubblicata a settembre) una multa per divieto di sosta e di fermata che era stata contestata all'avvocato nel novembre 2013.
«Per una sanzione da 40 euro circa l'Unione Valdera impegna almeno 1.500 euro di spese legali per ricorrere in appello. Vi sembra possibile? E poi si tratta pur sempre di una sanzione elevata a un disabile, così sono stato riconosciuto e per questo mi è stato rilasciato il "tagliando" da apporre sull'auto. Mi chiedo se questa è la linea usata con tutti i cittadini o se è una particolare attenzione riservata al sottoscritto. In ogni caso i soldi che il Comune spende per il ricorso forse potevano essere usati per la manutenzione stradale», si sfoga l'avvocato, pronto a resistere in giudizio.
Secondo la polizia locale la sentenza del giudice di pace di Pontedera è “illegittima e contraddittoria”. Il giorno dell'accertamento sul veicolo dell'avvocato non era stato esposto il contrassegno per gli invalidi ma una fotocopia. Così gli agenti hanno elevato la multa perché non era stato esposto il tagliando originale.
«Non trovavo l'originale – spiega l'avvocato – e avevo usato una copia. Ma questo non cambia la situazione in quanto resto invalido». La polizia locale, però, insiste: Mori, anche se titolare in maniera legittima di un contrassegno invalidi, secondo la legge non poteva usare una copia di quel documento per accedere nella ztl e parcheggiare. Per cui al tribunale chiede di riformare la sentenza del giudice di pace che ha annullato il verbale e di far pagare tutte le spese legali, oltre alla multa, all'avvocato stesso.
«A me sembra un'assurdità tutta questa storia – continua Mori –. Mi difenderò, come altre volte. Forse se la prendono con me perché ho impugnato, ottenendo anche ragione, un'infinità di multe che mi sono state fatte nel corso degli anni».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google