Il Tirreno

Pontedera

Genitori infuriati: «Ridate ai nostri figli il tempo pieno»

Aumentano i problemi alla primaria “Salvo D’Acquisto” dopo lo sdoppiamento di una classe in due sezioni

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CASCIANA TERME LARI. Genitori sul piede di guerra alla scuola primaria “Salvo D’Acquisto” dell’istituto comprensivo di Casciana Terme Lari, dove una sezione ha perduto la possibilità dell’offerta formativa a tempo pieno. Un traguardo che era stato raggiunto, non senza fatica, nel corso del 2013.

«La nostra storia – raccontano le rappresentanti di classe Debora Troiani e Michela Bachi – comincia proprio nell'anno scolastico 2013-2014, con la nostra prima classe di 28 bambini che iniziò un bellissimo percorso che, speravamo, potesse arrivare felicemente alla quinta classe. Purtroppo, non è stato così: nel mese di maggio 2014, quindi a pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico, un alunno della nostra classe viene certificato portatore di handicap, per cui, a causa del rapporto numerico più alto in funzione del punteggio H, si rende necessario lo “sdoppiamento” della nostra classe in due sezioni di 14 alunni ciascuna.

Fin qui non ci sarebbero stati grossi problemi, se non che ad una sezione viene confermato il tempo pieno e ad una sezione no, cioè vengono attribuite le 27 ore ministeriali anziché le 40 ore da tempo pieno. Tutte queste notizie sono state rese note ufficialmente a noi genitori solo a settembre 2014, cioè a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico per le nostre seconde classi; si può solo immaginare lo scompiglio che ciò ha creato ma, grazie alla collaborazione del corpo docente della Salvo D'Acquisto e sotto le indicazioni impartite dalla dirigente, viene trovata una soluzione interna in extremis affinché venga assicurato il tempo pieno a 40 ore settimanali ad entrambe le neo sezioni della seconda elementare».

Per quanto lo sforzo sia lodevole, i genitori sostengono però che i bambini non stanno ricevendo affatto l'offerta formativa che una scuola a tempo pieno dovrebbe dare. «Innanzitutto – si fa presente – sono stati sacrificati degli spazi comuni a tutta la scuola per poter accogliere di punto in bianco una classe in più, poi gli alunni di entrambe le sezioni della seconda si sono ritrovati, loro malgrado, una miriade di insegnanti in più per coprire le 40 ore settimanali che, con tutto il rispetto per l'impegno che ognuna di loro mette nel proprio insegnamento, fa mancare un po' quel punto di riferimento e quel senso di continuità che è giusto dare a bambini di sette anni».

Negli ultimi mesi i genitori hanno scritto più volte agli organi di competenza, ma finora non c’è stata alcuna risposta.

«Non siamo mai neppure riusciti – aggiungono Debora Troiani e Michela Bachi, che parlano a nome di tutti i genitori e dei membri dell’interclasse – ad avere un incontro chiarificatore con la dirigenza scolastica per capire a quale livello di attenzione fosse la nostra situazione all'interno degli uffici provinciali e/o regionali. La buona scuola deve essere un diritto per tutti e proprio per questo continueremo a portare avanti con forza le nostre richieste fin quando non ci saranno garanzie che per l'anno scolastico 2015-2016 le classi terza A e B tornino al tempo pieno ministeriale con l'assegnazione delle rispettive insegnanti in grado di portare avanti le nostre classi fino alla quinta elementare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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