Lutto
Area Pip, contenzioso infinito tra due società
Ancora strascichi tra Bellabarba e Granchi per 78000 euro Martignoni: «Le risorse ci sono ma non sappiamo a chi darle»
POMARANCE. Continua il lungo contenzioso che vede da una parte la società Gaetano Bellabarba & C (in concordato) e la Granchi Srl in veste di subappaltante con in mezzo il Comune di Pomarance.
L’oggetto del contendere sono i lavori per la realizzazione dell’area Pip di Pomarance, un appalto affidato da palazzo civico alla Bellabarba che poi lo girò alla Granchi. Le difficoltà sono arrivate quando la società livonese (la Bellabarba) si è impantanata nelle secche della crisi economica. A quel punto, diventò chiaro a tutti, al subappaltante in primis, che i soldi dovuti non sarebbero mai arrivati. In virtù di un credito vantato dalla Bellabarba nei confronti del Comune di Pomarance negli ultimi anni ci sono state sentenze davanti al tribunale civile, al Tar (Tribunale amministrativo regionale) e al Consiglio di Stato, spesso con decisioni diverse. In ballo ci sono poco più di 70000 euro, il Comune di Pomarance li ha già messi a bilancio, «sono pronti per andare al titolare dei lavori». dice il sindaco Loris Martignoni. Il problema semmai è capire chi sia il titolare ed evitare che due sentenze diverse portino ad un doppio pagamento con tutti i rischi connessi per chi amministra.
Una storia complicata. La prima sentenza è arrivata dal tribunale di Livorno che nell’aprile del 2014 aveva condannato il Comune al pagamento di 70.309 euro in favore della Bellabarba. A quel punto però si era aperta la controversia perché la ditta subappaltante che ha svolto materialmente l’intervento (Granchi srl) vantava un credito nei confronti della Bellabarba a seguito di un pignoramento presso terzi e si è inserita nella bagarre giudiziaria. E quindi: sia il Comune di Pomarance che Granchi avevano presentato appello (a Firenze) contro la sentenza del tribunale di Livorno ma l’istanza di sospensione non veniva accettata. Intanto, nel dicembre del 2014 la Bellabarba aveva presentato l’atto di precetto al Comune per una somma pari a 78.807 euro e l’amministrazione si era opposta affidando un incarico ad hoc all’avvocato Germano Scarafiocca.
Il Tar. Sulla stessa vicenda si era espresso anche il Tar che con una sentenza del marzo del 2014 aveva ordinato al Comune di Pomarance di pagare le somme dovute non alla Bellabarba, come stabilito dal tribunale di Livorno, ma alla Granchi. E la storia iniziava a diventare controversa. A fronte del palese contrasto tra le decisioni dei due tribunali il Comune si appellava al Consiglio di Stato che prima concedeva una sospensiva e poi stabiliva il rinvio della decisione amministrativa alla conclusione del processo in sede civile.
La novità. La novità dell’ultimo momento riguarda la Bellabarba che, come aveva fatto la Granchi srl ha notificato un’istanza di pignoramento stavolta a carico del Comune. A seguito della decisione del Consiglio di Stato si procederà prima in sede civile.
Il commento. «Si tratta di una storia che si sta protraendo da diversi mesi - spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignogni - e che sta diventando anche un po’ seccante. Soprattutto perché i soldi ci sono, basterebbe sapere a chi darli. Invece, il Comune si trova a resistere nei vari giudizi, con diverse spese legali, per evitare di pagare per due volte un solo intervento eseguito nell’area Pip ed escludere possibili strascichi davanti alla Corte dei Conti».
Rino Bucci
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