Il Tirreno

Pontedera

Negato il premio agli interinali

di Andreas Quirici
Negato il premio agli interinali

Allarme della Cgil circa i mancati pagamenti che riguardano centinaia di lavoratori delle concerie

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Nel distretto conciario, dove si firmano i codici etici e si dice che tutti hanno i loro diritti, c’è una tipologia di lavoratori che, invece, vede calpestati i propri». È la denuncia fatta da Loris Mainardi, sindacalista della Cgil, rispetto al mancato pagamento del premio variabile di risultato da parte delle agenzie interinali a chi viene assunto con contratti di lavoro “somministrato”. Difficile fare il calcolo di quante persone siano coinvolte in questa vicenda. Un dato da prendere in considerazione è quello fornito dall’Unione nazionale industria conciaria (l’Unic), che nel suo rapporto sul settore conciario del 2014, riferito al 2013, parla di una media nazionale di lavoro somministrato pari al 4,2%. Ma nel distretto di Santa Croce sull’Arno, sui 6.000 addetti complessivi, la media arriva anche al 10%, viste le necessità di far fronte ai picchi produttivi legati alle richieste delle griffe della moda, i clienti maggiori delle concerie toscane. Non tutti i lavoratori interinali sono coinvolti in questi mancati pagamenti, ma stando a quanto spiegato da Mainardi durante la conferenza stampa in cui era presente anche Fabio Carmignani, altro esponente della Cgil, l’anno scorso sono state presentate poco meno di 100 vertenze da parte della sigla sindacale a quattro agenzie interinali.

«Visto che siamo vicini al pagamento del premio – sottolinea Mainardi – chiediamo alle agenzie, ma anche alle concerie che richiedono la prestazione di manodopera, di rispettare gli accordi». Il premio variabile di risultato, infatti, deve essere riconosciuto a tutti gli addetti delle concerie in base all’accordo di zona firmato tra i sindacati e le associazioni di categoria. «Il ricorso all’uso degli interinali, nel comprensorio del Cuoio – dice ancora Mainardi – in molti casi è strutturale. Un’azienda ci ha comunicato che i suoi dipendenti sono 50, mentre gli interinali ben 73. Da qui si capisce la stortura di alcune realtà che forzano la legge. È chiaro che tutto questo deriva anche dal decreto Poletti, che impone il 20% come massimo di ricorso ai contratti a tempo determinato, mentre lascia libero l’uso dei contratti di lavoro somministrato. Anche se presto dovremmo assistere a un calo di questa situazione, visto che nella legge di stabilità sono stati tolti gli sgravi fiscali per l’assunzione con contratti interinali».

Concetto chiaro, anche se le agenzie che sottoscrivono accordi con le associazioni di categoria per la gestione del lavoro “somministrato” s’impegnano anche a pagare il premio di variabile di risultato, ovviamente in base alle ore lavorate in un anno. Ma se si considerano le vertenze presentate, a cui sono seguiti i pagamenti, e che alcune concerie del comprensorio del Cuoio non pagano il premio ai loro dipendenti, si capisce bene che il sistema qualche falla ce l’ha. «Ad aprile avremo la verifica – riprendono i due sindacalisti – visto che, con la mensilità di marzo, dovrebbe essere versato anche il premio. Il nostro obiettivo principale è quello di ricordare a tutti i lavoratori, compresi quelli assunti dalle agenzie interinali, che il premio deve essere corrisposto, perché lo prevede l’accordo di zona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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