Sicurezza
Sindaci ai ferri corti: a rischio l’Unione dell'Alta Val di Cecina
Giannoni (Monteverdi) rincara la dose e attacca il collega di Montecatini: «Cerri deve presentarsi in giunta». Il Pd prende posizione
MONTECATINI VALDICECINA. Diventa sempre più difficile rimette insieme i cocci della spaccatura che si è consumata in seno all’Unione Montana della Val di Cecina. Mercoledì pomeriggio i tre sindaci che compongono l’ente di secondo livello si sarebbero dovuti incontrare per la consueta riunione di giunta. All’appuntamento, però, non si è presentato il primo cittadino di Montecatini, Sandro Cerri, il cui consiglio comunale ha deciso a marzo di recedere dalla funzione associata della pubblica istruzione (definita «macchinosa»). Una mossa calcolata, per cercare di far calmare le acque dopo l’accesa reazione del presidente dell’Unione (e sindaco di Monteverdi), Carlo Giannoni.
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Nuovo attacco. Invece, l’assenza di Cerri, ha acuito ancora più gli animi. «Esiste un tavolo istituzionale che va rispettato - sbotta Giannoni - il sindaco di Montecatini deve presentarsi agli incontri di giunta, essere meno latitante e dimostrare di avere il coraggio per affrontare i vertici dell’Unione e motivare le sue decisioni. Vorrei anche che dimostrasse ai suoi cittadini, documenti alla mano, quali siano state le perdite e i problemi che l’Unione Montana ha causato alle scuole del Comune di Montecatini. Cerri si dovrebbe sciacquare la bocca prima di parlare dell’Unione dalla quale il suo comprensorio ha preso diverse centinaia di migliaia di euro. Per quanto mi riguarda può pure andarsene. Non mi fanno paura le pressioni che ho subito in questi giorni da altri amministratori».
Il sostegno a Cerri. Il sindaco di Montecatini preferisce in questo momento non commentare il nuovo attacco da parte del presidente dell’Unione Montana della Val di Cecina riservandosi però «altri tipi di valutazione».
La posizione del Pd. Oltre ad uno strappo all’interno dell’Unione si sta verificando anche una frattura all’interno del partito visto che sia Cerri che Giannoni sono stati eletti nell’alveo del centrosinistra. E proprio in questi giorni il Partito Democratico di Montecatini Val di Cecina ha voluto prendere posizione.
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«Ci sentiamo in dovere di intervenire in merito alla polemica che si è accesa riguardo alla decisione di riprendere in proprio la sola funzione associata dell'istruzione, funzione attualmente gestita all'interno dell'Unione - scrivono dal gruppo - motivo di questa scelta è dettato in primo luogo da ragioni di carattere logistico ed economico, oltre che dalle disfunzioni che derivano dall'interessare due istituti comprensivi diversi. Una scelta non facile e sofferta – votata peraltro all'unanimità dall'intero consiglio comunale – che intende ottimizzare le risorse per garantire un buon livello del servizio scolastico del Comune, condizione preliminare perché i bambini continuino a iscriversi nelle nostre scuole. Decisione che non avrà effetti immediati, anche se si sta valutando l'associazione della funzione stessa con Volterra. Del resto già ora alunni di Saline frequentano le medie a Montecatini. Tutto questo non prelude in alcun modo all'uscita di Montecatini dall'Unione, e ancor meno a uno “strappo” istituzionale. Del resto il Comune di Pomarance ha recentemente associato la funzione del Suap con Volterra senza alcun contraccolpo all'interno dell'Unione».
Nel comunicato c’è spazio anche per una stoccata a Giannoni: «Nel contesto di un percorso ancora aperto, fa molta specie come Carlo Giannoni, presidente pro tempore dell'Unione montana e consigliere provinciale con delega alla Valdicecina, si rivolga con toni poco eleganti e irrispettosi nei riguardi del sindaco di Montecatini, trasformando in casus belli una scelta più che legittima e approvata dal consiglio comunale, ravvisando intenzioni assolutamente inesistenti».
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