Giocando s’impara... l’archeologia
I musei del Valdarno si mettono in rete e propongono una serie di appuntamenti per i giovani
SANTA CROCE. I musei del Valdarno si mettono in rete e propongono una ricca serie di iniziative per le famiglie che coinvolgeranno grandi e piccoli in attività ludiche e performance itineranti. “Tutti al museo! Giocando si impara!” è il frutto del lavoro e dell’unione delle forze delle amministrazioni di Castelfranco di Sotto, Montopoli, San Miniato e Santa Maria a Monte e solletica la fantasia dei bambini per il vasto panorama dell’archeologia locale.
«È importante sfruttare le risorse a disposizione per investimenti comuni - dice il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti - e valorizzare le ricchezze speciali che ogni realtà conserva in sé». Il progetto è reso possibile da un finanziamento di 16mila euro erogato dalla Regione. Gli appuntamenti, da marzo a maggio, sono tanti: si comincia domenica 15 a Montopoli, dove alle 17 le porte del museo civico si apriranno per una presentazione animata dell’archeologo Isidoro Falchi (scopritore di Vetulonia, morto nel 1914); domenica 22 marzo, invece, l’attore Andrea Giuntini (che ha collaborato con i fratelli Taviani in “Notte di San Lorenzo”) vestirà i panni di Giovanni Francesco Maria Poggi, vescovo di San Miniato dal 1703 al 1719; Giosuè Carducci sarà riscoperto a Santa Maria a Monte lunedì 6 aprile mentre Giovanni Franceschini, un erudito locale, avrà modo di “risorgere” a Castelfranco sabato 11 aprile; a San Miniato, invece, ci si potrà cimentare direttamente con la decorazione incisa e a stampo dei laterizi domenica 19 aprile all’interno del Museo diocesano. Mentre a Orentano il prezioso museo ripercorrerà l’evoluzione dell’uomo - dall’australopithecus all’homo sapiens - sabato 16 maggio.
Ma non finisce qui, perché nei borghi storici potrete trovare anche laboratori di fusione e coniazione di monete antiche, vedere i più piccoli alle prese con i buoni giochi della tradizione e approfondire le tecniche di caccia della preistoria o la lavorazione dei metalli. Andrea Vanni Desideri, direttore dei maggiori musei del Valdarno, racconta come questa iniziativa sia la seconda fase del progetto “Museo in classe”, nato a Castelfranco tre anni or sono.. Elisa Borani, direttrice del museo diocesano di San Miniato, invece sottolinea l’importanza della collaborazione: “Per allargarci davvero nel territorio dobbiamo creare insieme nuove idee e occasioni di scambio”. Per estendere la partecipazione ad un target differenziato di utenze è stata coinvolta anche Elisa Frego, neolaureata in storia dell’arte e da anni collaboratrice per il sistema museale fiesolano, che ha curato la comunicazione attivando diversi account (su facebook, twitter e youtube) e promuovendo la newsletter della rete museale. Lo scopo è quello di dare un tipo di visibilità diverso alla cultura, andando ad intercettare “a casa propria” le generazioni 2.0.
Elena Battaglia
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