Il Tirreno

Pontedera

Dopo il falso testamento l’accusa di calunnia

Dopo il falso testamento l’accusa di calunnia

Pontedera: nuova battaglia legale tra il vero erede di una villa da 19 stanze e il falso beneficiario del testamento

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PONTEDERA. C’è un altro risvolto giudiziario nella storia della villa ereditata con un falso testamento da un infermiere poi condannato con l’accusa di aver falsificato il testamento di un'anziana per entrare in possesso della sua villa del valore di oltre un milione di euro. Santo Balfino, di Pontedera dopo essere stato ritenuto colpevole del reato di falso in scrittura privata si trova ora con un altro procedimento giudiziario sulle spalle.

A denunciare l’infermiere nato in Etiopia e residente a Pontedera è stato proprio il nipote dell’anziana, l'avvocato Paolo Pierotti di Pontedera, il quale si era visto sottrarre la villa in maniera del tutto inaspettata. Ora Balfino è accusato di calunnia e di violazione di domicilio in quanto aveva preso possesso della villa ed era andato a viverci senza averne alcun titolo, grazie soltanto al falso testamento.

Pierotti, all’inizio di tutta questa vicenda, non ha esitato a denunciare Balfino e ha raccontato anche al processo che i rapporti tra la zia e l'imputato non erano tali da giustificare un così benevolo lascito. Nel frattempo l’infermiere aveva falsamente accusato Pierotti ( da qui la denuncia per calunnia) di essere entrati nella villa contro la sua volontà. In realtà, come poi è stato dimostrato nelle varie udienze in tribunale, lui sapeva che quella villa non gli era stata lasciata in eredità.

I parenti della defunta anziana lo hanno denunciato anche per violazione di domicilio in quanto dal 30 giugno 2010 era entrato nella villa senza averne alcun titolo in quanto l’unico erede è risultato Paolo Pierotti.Una storia infinita con risvolti grotteschi. L’infermiere era già finito al centro delle cronache locali. Pur avendo ereditato (anzi, essendosi attribuito) la villa con 19 vani, in uno dei quartieri residenziali della città, si era ostinato a restare in una casa popolare. Fino a che il Comune di Pontedera, nel corso del 2013, non era intervenuto e gli aveva tolto la casa con l'aiuto della forza pubblica. Ora l’infermiere si è procurato una nuova richiesta di rinvio a giudizio. La data dell’udienza preliminare non è ancora stata fissata.

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di Redazione web