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Pontedera

Quelle dimissioni improvvise, poi venne a galla la verità

Quelle dimissioni improvvise, poi venne a galla la verità

PONTEDERA. Una decisione arrivata all’improvviso, senza un segnale che la facesse presagire. Senza un atto che potesse scatenarla. Proprio nel bel mezzo della Festa del Gelato, iniziativa al cui...

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PONTEDERA. Una decisione arrivata all’improvviso, senza un segnale che la facesse presagire. Senza un atto che potesse scatenarla. Proprio nel bel mezzo della Festa del Gelato, iniziativa al cui lancio si era speso in prima persona.

Così il Tirreno del 4 luglio 2013 commentava le dimissioni dell’allora assessore al commercio e alle attività produttive del Comune di Pontedera Stefano Tognarelli. La lettera con le dimissioni era arrivata il giorno prima sulla scrivania del sindaco Simone Millozzi, il quale ne dette immediatamente notizia nell’ambito del consiglio comunale del pomeriggio.

Tognarelli era al secondo mandato come assessore. Aveva fatto infatti parte della giunta anche quando sindaco era Paolo Marconcini. Nella squadra di Simone Millozzi aveva cominciato come assessore alla cultura, poi, in seguito al rimpasto dovuto alle dimissioni di Francesco Nocchi, passato alla segreteria provinciale del Partito Democratico, assunse le deleghe al commercio e alle attività produttive.

«Sento che oggi – scrisse Tognarelli nella lettera di dimissioni – è giunto il momento, per vicende della vita, in cui opzioni solitamente non alternative mi obbligano a scegliere: io dunque scelgo la mia famiglia, riacquistando l’autonomia e la padronanza della propria dimensione privata, la piena libertà per proteggerla, curarla e tutelarla. Lascio senza recriminazioni, più ricco per le esperienze e le relazioni che ho incrociato e mi hanno accompagnato».

Un mese dopo, il 7 agosto, il Tirreno pubblicò in esclusiva la verità. Tognarelli si era dimesso per l’inchiesta per stalking avviata nei suoi confronti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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