Il Tirreno

Pontedera

In calo i casi di abbandono dei cani

Giacomo Pelfer
In calo i casi di abbandono dei cani

È positivo il bilancio dello sportello per la tutela degli animali del Comune di San Miniato

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SAN MINIATO. Il primo dato che emerge è una generale crescita di sensibilità. La consapevolezza, a quanto pare un po’ più diffusa, che esiste un decalogo di regole minime da seguire per far star meglio i nostri amici a quattro zampe e che, se proprio non possiamo più tenerli, esistono dei servizi a cui rivolgersi prima di abbandonarli per strada.

È la tendenza che si ricava scorrendo i numeri dell’attività 2014 dello Sportello per la tutela animali (il Suta), attivo presso il comando della polizia municipale di San Miniato, Comune che è stato tra i primi in zona a dotarsi di un apposito regolamento in materia, alla luce di una popolazione canina consistente in un territorio votato alla caccia e al tartufo. In tutto sono stati 48 i cani “trattati” nell’arco del 2014 e consegnati al canile Valdiflora di Pescia (convenzionato col Comune) che sono andati ad aggiungersi a quelli ereditati al 31 dicembre 2013. Alla fine del 2014 i cani rimasti erano solo 37, scesi a quota 30 alla metà di febbraio. «Un trend in picchiata - commenta il comandante Dario Pancanti - se pensiamo che alla partenza del servizio abbiamo avuto 90 cani solo il primo anno. Merito soprattutto delle adozioni, cresciute rispetto agli anni precedenti, grazie anche ai “corsi di recupero” svolti presso il canile che ci hanno permesso di dare in adozione anche alcuni esemplari più difficili. Rispetto a qualche anno fa, poi, la maggior parte dei cani ormai è dotata di microchip, e questo ci permette di restituirli velocemente ai proprietari».

Adesso l’abbandono del cane sembra un fenomeno decisamente ridimensionato: molti animali, anzi, arrivano al canile proprio per volontà dello stesso proprietario che magari non è più in condizioni di tenerlo. In molti altri casi, invece, a consegnare i cani nelle mani della polizia municipale sono i veterinari, a cui di solito si rivolgono i cittadini che trovano un cane libero per strada. In questi casi, quando si è in grado di rintracciare il proprietario, c’è il rischio di incorrere in una sanzione. Sono 18, infatti, le multe elevate nel 2014 per “omessa custodia” su un totale di 29 sanzioni. «Quando recuperiamo un cane cerchiamo di valutare se il proprietario ha adottato tutte le cautele o meno -– spiega il comandante Pancanti – In molti casi non c’è né dolo né colpa, ad esempio se il cane si perde durante l’attività venatoria. Le sanzioni elevate si riferiscono a persone che volutamente lasciano il cane libero di vagare senza nessun accorgimento». In questi casi è prevista una multa di 50 euro più il conto della permanenza al canile. Le altre sanzioni, invece, sono relative alla mancata chippatura (5 multe nel 2014) al mancato rispetto degli obblighi di detenzione (6 in tutto), quando i cani sono costretti in spazi ristretti o legati a catene troppo corte.

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