Sicurezza
Fattoria Gaslini, la rabbia della gente
Montefoscoli, in tanti chiedono il rilancio della struttura: «Servono soldi, che non ci sono»
MONTEFOSCOLI. C’è rabbia e preoccupazione tra gli abitanti di Montefoscoli per il degrado che si è creato nella fattoria Gaslini e che sembra non trovare soluzione. La parte che dà sul centro abitato, proprio di fronte alla chiesa del paese è interessata da lavori di messa in sicurezza.
Anche all’interno della struttura sono in corso opere di consolidamento che, però, non tranquillizzano chi vive nelle vicinanze. Quello che nel 2004, con l’acquisizione da parte della Provincia di Pisa e del Comune di Palaia, era cominciato con una operazione di ristrutturazione in chiave turistica è diventato il centro del degrado dal futuro incerto.
C’è chi parla di vergogna, chi della classica storia all’italiana mal gestita. A patto, però, che vengano investiti molti soldi. «Servono esperti che sappiano rilanciare la struttura – Nicola Donalisio – in modo da restituirla a nuova vita. Per gli anziani che l’hanno vissuta o che l’hanno vista in piena attività, magari lavorandoci per anni è un vero peccato vederla in questo degrado. Ma anche per noi giovani i crolli e l’abbandono in cui versa fanno piangere il cuore. E’ chiaramente una vicenda gestita male, specie dal pubblico, anche se la Toscana non è mal amministrata. Ora occorrerebbero soldi che non ci sono».
In realtà, è proprio questo il problema che affligge quella che un tempo era il fulcro dell’economia della zona, con le lavorazioni dei tanti prodotti della terra e decine di posti di lavoro. «Dovrebbero consolidare questa fattoria, perché sta crollando ed è pericoloso», racconta Claudio Giglioli, l’edicolante di Montefoscoli. Una storia nata con la volontà di riconvertire l’azienda agricola con una vocazione turistica, ma capitata nel bel mezzo della crisi mondiale che non l’ha mai fatta decollare. Ora i soldi (pubblici e privati) non ci sono, ma le spese le pagano i cittadini che devono convivere con cornicioni pericolanti, calcinacci che cadono in strada e uno stabile che, al suo interno, sta letteralmente franando. «È una vergogna, basta fare un giro per rendersene conto – sottolinea Renato Giuliotti – Il problema è che, dopo tante promesse, siamo ancora qui, nel 2015, a convivere col degrado». La soluzione definitiva non sembra per niente imminente.
Andreas Quirici
GUARDA IL VIDEO
E LE FOTOGRAFIE DEL DEGRADO
www.iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
