Il Tirreno

Pontedera

Gli attori si schierano al fianco del Cda

Sulla crisi de “La Città del Teatro” 23 lavoratori prendono le distanze dai sindacati: «Opposizione cieca e deleteria»

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CASCINA. Dopo gli scioperi della scorsa settimana divampa nuovamente la polemica a “La Città del Teatro” di Cascina, a causa del noto processo di riduzione dei costi e del personale a cui ha dato il via il consiglio d’amministrazione e contro il quale si sono scagliati i sindacati. Ma le attrici e gli attori, coloro che lavorano abitualmente con “La Città del Teatro”, da che parte stanno? Hanno preso posizione anche loro e non sono affatto in sintonia con i sindacalisti. Lo si evince da una lettera firmata da 23 persone, che sono: Katia Beni, Costantino Buttitta, Manuela Casini, Fabrizio Cassanelli, Rita Cei, Annalisa Cima, Margherita Citran, Chiara Del Rosso, Annick Emdin, Stefano Filippi, Simona Franco, Serena Gatti, Laura Gazzarrini, Annastella Giannelli, Silvia Giusti, Sonia Grassi, Valentina Grigò, Bianca Lapi, Erina Maria Lo Presti, Anna Meacci, Antonella Moretti, Raffaele Natale e Letizia Pardi.

«Abbiamo più volte chiesto, in privato, ad ogni rappresentante di Cgil, Cisl e Cobas – affermano – di rispettare le posizioni diverse dei dipendenti, ma la nostra richiesta è rimasta inascoltata. Il lavoro di revisione della spesa messo in atto già dal 2014 dalle direzioni e dal Cda rappresenta un percorso complesso che ha coinvolto sindacati e lavoratori in prima persona.  Nonostante ci si ostini a negare l’evidenza dei fatti, riteniamo che il confronto tra le parti in gioco sia avvenuto, tanto che di recente quasi tutti i lavoratori stabili hanno avuto la possibilità di discutere con il presidente Michelangelo Betti e le direzioni le undici proposte di riduzione dei costi, presentate da sindacati e dipendenti per evitare i tagli del personale. Queste proposte alternative sono state valutate con attenzione: alcune si potranno mettere in atto (ma da sole non basteranno a "far tornare i conti”), alcune sono state ritenute irrealizzabili (con motivazioni obiettive), altre in realtà, più che ridurre la spesa, prevedono un investimento alto per raggiungere risultati incerti. Inoltre, le tempistiche lunghe di alcune proposte avanzate, metterebbero a rischio le garanzie immediate richieste dal Comune di Cascina e dalla Banca. Pertanto, ci opponiamo con fermezza all'ingiustificata sfiducia nell’attuale gestione del teatro, della quale sosteniamo invece il lavoro: un impegno che ha portato finalmente, nel 2014, alla chiusura in pareggio del bilancio».

I firmatati prendono le distanze «dalle modalità qualunquiste di accusa dei sindacati, in cui non vediamo più rappresentati i diritti di tutti né cogliamo il desiderio di realizzare veramente alternative di miglioramento per la nostra realtà culturale» e si dicono consapevoli che il risultato di merito solo unito al contenimento della spesa lascerà intravedere la concreta possibilità di risanamento e riconoscono il valore del progetto artistico di Donatella Diamanti.

«La progressiva ed evidente rinascita de “La Città del Teatro” – proseguono i lavoratori – rischia di essere cancellata da un’opposizione cieca, irresponsabile e deleteria, che porta danni al lavoro di tutti. Basti pensare che le iniziative di protesta intraprese tra il 6 e l’8 marzo hanno causato circa 15.000 euro di perdite  tra gli spettacoli prodotti saltati in tournée e l'annullamento degli spettacoli ospitati in programmazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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