Il Tirreno

Pontedera

Le grandi firme si fidano delle donne valdarnesi

Le grandi firme si fidano delle donne valdarnesi

L’artigianalità di qualità è al femminile, come quella dell’azienda “New 88” le cui dipendenti tingono di vari colori le pregiate pelli di serpente

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Per tingere la pelle di serpente con i più diversi colori, per borse, scarpe e accessori, secondo un trend che ha preso piede già da alcuni anni, così come per le pelli in generale, entrano in campo una manualità e un saper fare tutto femminili. E le donne che lavorano in conceria, anche se non c’è ricambio generazionale e le giovani preferiscono altre occupazioni, spesso svolgono mansioni qualificate, di operaie specializzate. Un’azienda ormai consolidata nel settore è la “New 88”, di Emanuela Taccini, 59 anni, di Santa Croce sull’Arno, che si occupa della rifinizione del cuoio e della pelle, oltre che della preparazione e tintura di pellicce. Incontriamo Emanuela all’interno della conceria Guanaco, sempre a Santa Croce. Pennello e colori alla mano, l’imprenditrice, insieme ad una dipendente dell’azienda, Donatella Micheli, 51 anni, è stata chiamata per tingere alcune pelli stampa cocco. L’impresa, infatti, lavora per conto terzi e anche a “chiamata” nelle aziende che hanno bisogno della loro manodopera. «La nostra è un’azienda tutta al femminile – racconta Emanuela – siamo in sei donne. In passato siamo state anche più numerose, fino a 15. La crisi si fa sentire anche in questo settore e poi non è facile trovare giovani che vogliono fare questo lavoro». Un pregiudizio duro a morire. «Spesso si guarda al lavoro in conceria come ultima spiaggia – continua Emanuela – anche se non è proprio così. Le condizioni di lavoro sono molto cambiate, in particolare negli ultimi anni. Una donna che lavora con noi può trovare spazio anche per gli impegni con la famiglia. È un impegno che può essere organizzato, anche a livello d’orario, in maniera flessibile. Se ci fossero giovani che hanno voglia di imparare a fare questo lavoro noi siamo disponibili a seguire anche la loro formazione». La “New 88” è nata circa 18 anni fa. I colori tracciati sulla pelle dalle abili mani di queste artigiane hanno decorato pelli che sono poi state destinate alle grandi firme della moda, da Gucci a Prada, a Braccialini. «Non possiamo rivelare i dettagli della produzione o i nomi delle aziende che ci chiamano», continua l’imprenditrice. Il segreto industriale viene tutelato e ci sono realtà, anche molto affermate nel distretto del Cuoio, che proteggono gelosamente i vari passaggi della lavorazione del pellame. Nel comprensorio comunque non mancano gli esempi di realtà che hanno operai specializzati in grado di dipingere con il pennellino squama per squama, per ottenere quello che il mondo della moda chiede. Una vasta campionatura di queste produzioni è stata portata anche all’ultima edizione a Milano di “Lineapelle”. «Nel nostro lavoro è indispensabile una grande passione, oltre alla manualità», aggiunge Micheli, mentre sta per dipingere di colori accesi una stampa rettile pellame usato anche dalla stilista Patrizia Pepe. Le addette della “New 88” si spostano nelle varie imprese, in base alle richieste di lavoro che ricevono, spiegano sotto lo sguardo di alcuni lavoratori della conceria “Guanaco”, di Pietro Bellini, che tratta materiali per le maggiori firme della moda, e del vicepresidente dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno Roberto Giannoni. «Con alcune aziende, che non hanno dipendenti per colorare le pelli, collaboriamo in maniera abbastanza continuativa. In altre, invece, che hanno settori dedicati a questa fase della lavorazione delle pelli, andiamo quando hanno carenza di personale o quando hanno un numero elevato di richieste e devono rispettare le consegne in tempi rapidi».

Gli articoli dipinti a mano con raffinate tecniche, veri gioielli artigianali, sono i più richiesti dal mercato. E da una pelle bianca o su un vitello liscio, dal reticolato di pitone al naturale possono essere ricavati disegni e decorazioni, secondo le tonalità e gli stili di moda. Un’abilità certosina, un mestiere da difendere. Mentre i dati dell'Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio ci dicono che alla fine del 2014 le imprese femminili della provincia di Pisa rappresentano il 21,8% del tessuto imprenditoriale.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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