Il dolore
Cede il pino che fu salvato dalla gente
Ponsacco, in via Primo Maggio: era l’unico rimasto, gli altri 53 vennero tagliati
PONSACCO. È caduto il pino "sopravvissto" di viale I Maggio, l'unico che non era stato tagliato, nel dicembre 2013. Venendo giù ha causato gravi danni a un'abitazione. All'epoca, ci furono parecchie polemiche in merito all'abbattimento dei pini. Una signora, residente in via Mandriola, tentò di bloccare i lavori e scrisse all'amministrazione comunale, accusandola di disastro ambientale. Le critiche più circostanziate furono mosse, anche dalle pagine del Tirreno, da un architetto ponsacchino, Gabriele Nannetti, esperto di piantumazione. L'architetto fece appello sia ad argomentazioni di natura sentimentale che ecologica: i pini rappresentavano una testimonianza storica e un'oasi di aria buona.
L'allora vicesindaco e asserore ai lavori pubblici, Floriano Baldacci, oggi spiega.
«Personalmente non vorrei tagliare mai un albero, ma se devo scegliere tra ambiente e sicurezza, non ho alcun dubbio, la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto»
In quell’occasione, prima di tagliare gli alberi, l'amministrazione fece un'indagine diagnostica, pianta per pianta che ha verificato la salute di tronchi e rami. «Alla fine il consulente espresse parere favorevole all'abbattimento di 54 dei 55 pini perché gravemente compromessi - dice Baldacci - Per l'ultima pianta, quella caduta ieri notte, invece l'agronomo si era espresso nei seguenti termini: l'esemplare potrebbe essere salvato, purché monitorato annualmente. Ci siamo rivolti pure alla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici, che confermò parere favorevole all'abbattimento delle piante».
Adesso il crollo. «Forse le radici erano indebolite», conclude Baldacci.
Gabriele Gasperini
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