Sicurezza
Uccise la moglie per gelosia, è libero
Il Gip del tribunale di Pisa ha accolto le richieste dei difensori dell'omicida che da pochi giorni era stato trasferito all'Opg di Montelupo Fiorentino: "Non è pericoloso"
CASTELNUOVO VALDICECINA. Roberto Barbieri, 56 anni, di Castelnuovo Valdicecina, arrestato a giugno scorso dopo che aveva ucciso la moglie Sandra Fellini, medico dell’Asl 5 di Pisa, è libero.
Il Gip del tribunale di Pisa Elsa Iadaresta ha accolto la richiesta dei difensori dell’indagato, gli avvocati Pardo Cellini di Certaldo e Cristina Agonigi di Pisa, e ha revocato la misura di sicurezza provvisoria disposta per il tecnico dell’Enel, che da sabato 28 febbraio era stato trasferito dal carcere all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Ieri alle 15 Barbieri, ritenuto non socialmente pericoloso da una perizia, ha lasciato l’Opg. «Siamo molto soddisfatti che il Gip abbia accolto la nostra richiesta, le indagini difensive hanno avuto pari dignità rispetto all’accusa nella ricerca della prova. Barbieri – spiega l’avvocato Pardo Cellini – andrà a vivere in un domicilio protetto, che comunicheremo alla Procura di Pisa e dove resterà in attesa del processo». L’uomo, accusato di omicidio, lo scorso dicembre è stato sottoposto a una consulenza psichiatrica, su richiesta della difesa. Dal lavoro dei consulenti è emerso che l’uomo è affetto da disturbo delirante e al momento del fatto non era capace di intendere e di volere. Questo cambia tutto ai fini delle misure cautelari e anche rispetto al processo. I difensori spiegano che è loro intenzione chiedere che Barbieri venga seguito dai servizi, in particolare dal Centro di igiene mentale, così che possa intraprendere un percorso terapeutico adeguato alla malattia che gli è stata diagnosticata. «Si aprono tutta una serie di riflessioni sulla legge Basaglia – aggiunge il legale – che ha ristabilito la centralità della persona pur avendo poi lasciato le famiglie da sole ad affrontare un problema grande».Rispetto alla vicenda giudiziaria la parola passa alla Procura, al pm Lydia Pagnini, per la conclusione delle indagini e la gestione del processo. Nei giorni scorsi, prima che Barbieri venisse internato all’ospedale psichiatrico, i difensori avevano chiesto l’attenuazione della custodia cautelare. Richiesta poi modificata nel corso dell’udienza che si è svolta davanti al Gip. Barbieri e la moglie erano sposati da molti anni. Il giorno della lite che è stata fatale alla donna, raggiunta da undici coltellate mentre era nel soggiorno, Barbieri era agitato. Secondo la perizia, chiesta dalla difesa e condivisa dalla Procura, era al culmine del delirio. Il consulente della difesa, lo psicologo Fulvio Carbone, ha spiegato che «L'uomo ha agito al culmine di un processo in cui viveva la crisi coniugale come frutto di un complotto che lo ha portato a un vissuto persecutorio incontenibile».
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