Attenzione
L’esame citologico? Gratis si fa solo a Pisa
L’Asl cambia modalità e molti pazienti anziani protestano. L’alternativa: pagare 70 euro ai privati
PONTEDERA. Prima di denunciare ha sperimentato sulla sua pelle il cambiamento di un servizio che andrà a complicare la vita a molti cittadini. A raccontare questa storia è una pensionata di Pontedera che ha 75 anni e si chiama Lida Vichi. «Per motivi di salute mi devo sottoporre a scadenze regolari agli esami citologici delle urine». Si tratta di esami molti specifici e che, a seguito di patologie importanti, vengono erogati in forma gratuita durante un percorso di screening che fa seguito a un intervento chirurgico. «Fino a qualche mese fa riuscivo a sottopormi all'esame con la copertura integrale da parte dell'azienda sanitaria - racconta la signora - poi mi sono rivolta ad un centro privato in convenzione con l'Asl 5. Da qualche giorno mi hanno detto che o avrei dovuto pagare gli esami o andare a Pisa per effettuarli». E qui si apre il problema. Confermano dall'azienda sanitaria pisana fino a qualche mese fa gli esami citologici delle urine venivano effettuati anche nell'ospedale di Pontedera e nei vari presidi sanitari della zona. O meglio, in questi punti venivano raccolti i campioni che poi erano analizzati nei laboratori dell'anatomia patologica seconda. Però, con il cambio delle linee guida varato dalla Regione su questo tipo di analisi c'è stata anche una mini rivoluzione all'interno dell'Asl 5. In pratica, cambiando i criteri per l'accesso ai controlli è aumentato anche il numeri delle persone che hanno iniziato a portare i campione. La conseguenza? I contenitori non vengono ritirati più all'ospedale Lotti o nei vari distretti della Valdera ma i pazienti si devono per forza rivolgere a Cisanello. Debbono prendere l'auto e andare a Pisa con l'inconveniente che il viaggio si raddoppia in presenza di comunicazioni e informazioni dettagliate perché per l'esame istologico delle urine serve un flacone speciale e non tutti lo sanno. L'alternativa al viaggio a Pisa sono le strutture private dove, in media, si spendono 60-70 euro salvo che non si rientri nel protocollo di screening. Ma anche in questo caso si aprono scenari preoccupanti perché a fronte di minori trasferimenti dall'Asl chi è in convenzione ha il diritto di scegliere gli esami da inserire nel carnet e spesso nella lista delle analisi da passare rientrano quelle che costano meno proprio per non esaurire immediatamente il contributo pubblico. Ma alla fine resta il disagio dell'utenza. «
Rino Bucci
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