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Delitto di Castelnuovo «Barbieri torni libero»

Delitto di Castelnuovo «Barbieri torni libero»

Questa la richiesta al Gip dei difensori dell’uomo che meno di un anno fa ha ucciso la moglie colpendola con numerose coltellate durante una lite

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CASTELNUOVO VALDICECINA. Non è ancora trascorso un anno dall’uccisione di Sandra Fillini, 52 anni, medico dell’Asl 5 in servizio in Valdicecina. Undici coltellate hanno messo fine alla vita della madre di due figli. A ucciderla è stato il marito, Roberto Barbieri, 56 anni, tecnico di Enel, da qualche detenuto nell’Ospedale pschiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino dopo essere stato in carcere al Don Bosco a Pisa, dal giorno della tragedia familiare, avvenuta il primo giugno scorso. Il ritratto di Barbieri che emerge dalle consulenze psichiatriche a cui è stato sottoposto su richiesta della difesa è molto diverso da quello che era emerso nel primo interrogatorio in cui Barbieri aveva fornito una ricostruzione dei fatti abbastanza precisa così da fare ipotizzare l’aggravante della premeditazione. Quel giorno la coppia aveva litigato per l’ennesima volta e il marito era esasperato dalla gelosia. E soprattutto non riusciva ad accettare che la moglie volesse ricostruirsi un’altra vita con un’altra persona, lontano da lui. Durante un’accesa discussione Barbieri aveva colpito la donna un’infinità di volte fino a lasciarla senza vita sul pavimento della loro casa. Poi con apparente lucidità era andato nella camera dove si trovava il figlio minore e gli aveva raccontato cosa aveva fatto. Infine, aveva chiamato un’amica di famiglia, la tata che aveva visto crescere i due ragazzi di Barbieri, e le aveva confessato di avere ucciso la moglie dicendole di chiamare i carabinieri. Il tecnico Enel si era lasciato arrestare e aveva ricostruito come l’aggressione mortale, spiegando di avere utilizzato due coltelli trovati in casa.

Secondo i consulenti della difesa al momento del fatto l’uomo, ritenuto malato di delirio, non era in grado di intendere e di volere. Sulle condizioni di salute dell’uomo e su quanto queste abbiano condizionato la sua condotta al momento del fatto si deciderà il processo. Condotta che peraltro era stata ricostruita nei particolare dalle indagini dei carabinieri.

Intanto nell’udienza di ieri mattina davanti al Gip del tribunale Elsa Iadaresta i difensori di Barbieri hanno chiesto la revoca della misura di sicurezza disposta nei confronti dell’indagato. Dal momento che Barbieri è stato trasferito a Montelupo Fiorentino significa che è stata presa in considerazione la sua pericolosità sociale. Il Gip si è riservato di decidere dopo che avrà ricevuto il parere del pubblico ministero.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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