Sicurezza
Bollettini non pagati, arriva il conto
Spedite oltre 1.500 lettere alle famiglie morose nei servizi di mensa e trasporto scolastico: mancano 400.000 euro
PONTEDERA. Quattrocentomila euro e passa di bollettini non pagati. Si tratta dei soldi che l’Unione dei Comuni della Valdera utilizzano per i servizi scolastici - la mensa, il trasporto, le rette - e che le famiglie non hanno versato. Ma ora l’ufficio riscossioni coattive busserà alle porte di oltre 1.500 case, per chiedere i conti arretrati.
Per la precisione sono 1562 le lettere che dalla sede dell’Unione, in via Brigate Partigiane, sono state spedite nei tredici Comuni che gestiscono questi servizi in maniera associata. Sono gli importi non pagati negli ultimi quattro anni, dal 2011 alla fine dello scorso anno. Il totale degli importi che dovrebbero entrare nelle casse pubbliche supera di poco i quattrocentomila euro.
«Le morosità nei Comuni della Valdera – spiegano i responsabili dei servizi scolastici -sono sostanzialmente limitate; infatti se consideriamo che le entrate dei servizi scolastici complessivamente ammontano a circa € 3.000.000 per anno scolastico per quindi complessivi 12.000.000 di euro per il quadriennio interessato, la percentuale delle morosità si attesta sul 4 per cento, che è un dato oggettivamente basso per le caratteristiche del servizio fornito che coinvolgendo bambini e ragazzi necessita naturalmente di cautele e ripetuti solleciti alle famiglie prima di un eventuale intervento».
In termini pratici ogni cento famiglie interessate, quattro non pagano regolarmente il servizio. Colpa anche della congiuntura economica che, in questi ultimi anni, ha attanagliato la Valdera come il resto d’Italia. «L’Unione Valdera è consapevole che diverse famiglie sono in difficoltà economiche rilevanti e faticano a pagare i servizi scolastici – spiegano ancora da via Brigate Partigiane – per questo abbiamo pubblicato i dati relativi agli aiuti concessi alle famiglie nel 2014 e relativi ai contributi economici di tipo sociale oppure mediante l’attualizzazione dell’Isee che ci ha consentito di parametrare al reddito disponibile nel momento le tariffe dei servizi comunali che altrimenti sarebbero conteggiati sul reddito di un anno prima. Dove però non emergano dati sociali o economici a sostegno dei mancati pagamenti agiremo con forza per recuperarli in tempi brevi anche perché sono necessari a garantire i servizi oltrechè per ragioni di giustizia sociale».
Le procedure. L’iter che è stato avviato dall’apposito ufficio riscossioni che è stato allestito nella sede dell’Unione, prevede la cosiddetta messa in mora. Questo significa che, nel caso di mancato pagamento in sanatoria, seguirà la procedura di recupero coattivo per il recupero delle morosità.
« A questo proposito – spiegano dall’Unione – stiamo studiando con gli esperti dell’ Anci le modalità procedurali che ci consentano il recupero in tempi certi e più brevi tramite decreto ingiuntivo anziché con l’emissione di ruoli coattivi».
Nel caso di recupero coattivo i costi a carico delle famiglie morose lieviteranno in quanto saranno richieste anche le spese per l’attivazione della procedura e gli interessi. di mora.
Le spese di notifica. Nella tabella analitica che pubblichiamo in questa pagina, alcuni comuni segnalano, tra gli importi da riscuotere, anche le spese di notifica.
Dove queste non sono presenti ,sono a carico del Comune che le svolge direttamente con i propri messi notificatori. Negli altri casi il costo della notifica (pari ad € 4,90) è a carico del creditore.
In questa fase non sono richieste alle famiglie maggiorazioni e/o interessi.
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