Il Tirreno

Pontedera

Unione al capolinea? L’ente è da ridisegnare

di Cristiano Marcacci
Unione al capolinea? L’ente è da ridisegnare

Il quadro e gli equilibri politici scossi dall’addio del sindaco Ilaria Parrella Macelloni: «Serve una discussione seria, l’organismo deve essere ripensato»

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PONTEDERA. Ce la vedete Ilaria Parrella, sindaco del Comune di Santa Maria a Monte, vestita da infermiera-killer staccare la spina del respiratore ad un malato moribondo?

Alcuni ce la vedono. Il malato terminale in questione si chiama Unione dei Comuni della Valdera, organismo che raggruppa tredici amministrazioni comunali. Raggruppava. L’imperfetto è d’obbligo, dal momento che da due giorni il primo cittadino di Santa Maria a Monte ha ufficializzato l’addio all’Unione, decidendo definitivamente di imboccare quella strada già in parte “annusata” nei mesi scorsi subito dopo il “ribaltone” avvenuto in municipio dopo le elezioni amministrative (Socialisti e centrodestra in maggioranza, con il Pd all’opposizione). Secondo Parrella e i calcoli elaborati ultimamente dai suoi uffici e dai suoi collaboratori, per il Comune e per i cittadini è più conveniente tornare alla completa autonomia, lasciando la porta aperta per eventuali funzioni associate, ma solo in regime di convenzione.

Una decisione che sta scuotendo, e non poco, il quadro politico della Valdera e che è destinata ad accelerare il processo di ripensamento e di rifondazione della struttura, già da tempo invocato da qualcuno.

Come il sindaco del Comune di Peccioli Renzo Macelloni (del Pd), da sempre critico sull’efficienza dell’Unione e sull’effettiva rispondenza dell’ente alle reali esigenze dei territori. «Credo indubbiamente – sostiene il sindaco di Peccioli – che l’elemento dell’abbandono di Santa Maria a Monte indebolisca l’ossatura dell’Unione. Qualcuno, a questo punto, si dovrà pronunciare: o Parrella, che sostiene la maggiore convenienza dell’autonomia, ha fatto male i conti e si sbaglia, oppure dentro l’Unione deve aprirsi una riflessione seria, che porti a farla diventare una struttura in grado di lavorare bene sulla base delle economie di scala e sia davvero vantaggiosa per il costo dei servizi».

Quindi, Parrella ha fatto emergere problemi reali. «L’ha fatto molto garbatamente – aggiunge Macelloni – ma l’ha fatto. Non sono assolutamente contrario all’Unione dei Comuni, la mia non è una questione ideologica, ma credo che l’impalcatura dell’organismo sia tutta da ripensare. Urge una discussione seria e profonda, con cui arrivare ad una revisione e all’individuazione di un patto parasociale, e non politico, capace di ridisegnare le funzioni e i costi sulla base delle esigenze dei vari Comuni. Se così non fosse, è allora preferibile fare altre scelte, come, nel nostro caso, potrebbe essere quella di un’Unione dell’Alta Valdera. Purtroppo, però, nell’Unione dei Comuni della Valdera manca per il momento un forte indirizzo politico per fare definitivamente chiarezza».

Da Firenze invita Parrella al ripensamento il consigliere regionale del Pd Ivan Ferrucci: «La legge regionale sul riordino delle funzioni istituzionali che abbiamo approvato nella scorsa seduta del consiglio regionale individua, tra le altre cose, gli ambiti territoriali ottimali per l'associazione dei servizi degli enti locali per tutta la Toscana. Nel caso specifico della Valdera, l'ambito territoriale corrisponde precisamente all'attuale confine dell'Unione dei Comuni. Nel momento in cui il Comune di Santa Maria a Monte decide di uscire dall'Unione, mi chiedo, decide anche di rimanere nello stesso ambito o prevede di andare in uno nuovo? Nel primo caso la scelta di uscire dall'Unione diventa incomprensibile, nel secondo caso andrebbe invece motivata e verificata alla luce delle nuova legge regionale. Pertanto auspico che l'amministrazione comunale rifletta su questa decisione, valutandone ogni aspetto sulla base del quadro normativo in materia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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