Il dolore
Millozzi: «Non è lungimirante chi pensa di poter fare da solo»
PONTEDERA. Sul futuro dell’Unione dei Comuni della Valdera sarà presto impostata una discussione tra i sindaci che fanno parte della giunta. Lo afferma il presidente dell’Unione, e sindaco di...
PONTEDERA. Sul futuro dell’Unione dei Comuni della Valdera sarà presto impostata una discussione tra i sindaci che fanno parte della giunta. Lo afferma il presidente dell’Unione, e sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, il quale bolla come conseguenza di un approccio politico autarchico e di chiusura la decisione del sindaco di Santa Maria a Monte.
«Il governo integrato delle politiche di area attraverso l'Unione Valdera – afferma il presidente Millozzi – è stato piegato, con una certa miopia, alla semplice valutazione in termini di costo-benefici dei singoli servizi (valutazione che è evidentemente diversa da Comune a Comune) nonché viziato da due diverse attrazioni gravitazionali (la Valdera e il Valdarno Inferiore) dovute alla peculiare posizione geografica del comune di Santa Maria a Monte che si affaccia appunto su due bacini territoriali. Queste circostanze hanno fatto ritenere alla maggioranza politica che governa Santa Maria a Monte la permanenza all'interno dell'Unione un fattore di debolezza anziché una occasione vantaggiosa per gestire ed esser “cerniera” con altri ambiti territoriali. È pur anche vero che le recenti norme regionali sulle Unioni, richiedendo giustamente un livello minimo e generalizzato di integrazione di funzioni e servizi, abbia accelerato una situazione di incompatibilità tra le esigenze di sempre maggior integrazione di un territorio vasto come la Valdera e le esigenze “autonomiste” del Comune di Santa Maria a Monte. Tutte le riforme che stanno prendendo sostanza, a partire dal riordino istituzionale relativo al trasferimento delle competenze delle Province fino ad arrivare alla riforma regionale del sistema sanitario toscano, condividono l'idea di fondo che l'ambito territoriale ottimale migliore sia quello coincidente con la zona del distretto socio-sanitario, così come è la Valdera. La scelta politica è lontanissima dai principi su cui si è sempre fondata l'idea di una Valdera unita, capace di garantire ai suoi cittadini servizi di qualità in modo omogeneo e a costi contenuti grazie alle economie di scala e capace di programmare il governo del territorio nel modo più coeso possibile, un'area in grado di sfruttare e capitalizzare al massimo le risorse, le attitudini e le vocazioni dei singoli comuni che ne fanno parte anche con strumenti innovativi e “rivoluzionari” come il piano strutturale d'area, per creare strumenti idonei a costruire forme di solidarietà e perequazione tra comuni e consentire anche a quelli di minor dimensione di affrontare le sfide globali che ci pone la modernità e la crisi sociale ed economica».
Secondo Millozzi, riuscire a governare insieme in modo strutturato ed organico la Valdera, a prescindere dagli obblighi di legge e dagli incentivi normativi, è la premura più ambiziosa che un sindaco di questo territorio si trova ad affrontare nel tempo della globalizzazione, delle aree vaste e della sempre maggiore scarsità delle risorse pubbliche.
«Non è lungimirante – aggiunge Millozzi – chi pensa di riuscire a garantire da solo buoni ed efficaci servizi ai cittadini, infrastrutture adeguate per le imprese, sostegno alle famiglie, nuove occasioni per il lavoro ed uno sviluppo per le comunità amministrate. Va da sé che la stessa richiesta del Comune di Santa Maria a Monte a mantenere un rapporto convenzionale con l'Unione su diverse funzioni non possa che confermare come ineludibile la necessità di una sinergia territoriale e la bontà del progetto Unione, strumento oggi ritenuto indispensabile a risolvere le difficoltà che ha anche un Comune di medie dimensioni per garantire efficacemente funzioni importanti per i cittadini».
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