Sicurezza
Il latitante si nascondeva nell’ex Zetagas
Era ricercato da due anni per tentato omicidio: arrestato. Nel blitz delle forze dell’ordine trovate altre 8 persone, tutte espulse
PONTEDERA. Nella vecchia sede dell'azienda Zetagas, ormai chiusa da tempo e in stato di abbandono, si nascondevano alcuni spacciatori e un latitante accusato di tentato omicidio.
Mohameli Abderahi, 24 anni, era ricercato da più di due anni, da quando era rimasto coinvolto in un fatto di sangue, avvenuto il 28 agosto 2012 nella pineta di Vecchiano quando un giovane marocchino aveva rischiato di morire dopo essere stato raggiunto da numerosi colpi di pistola.
Il migrante, probabilmente coinvolto in un giro di spaccio, stava per morire quando venne salvato da due podisti che si stavano allenando. Dopo il tentato omicidio Mohameli Abderahi, coinvolto con altri nell'episodio di Vecchiano, era tornato in Marocco per poi ritornare in Italia. Si nascondeva nell'edificio abbandonato insieme ad altri connazionali, tutti segnalati e conosciuti come gli spacciatori che scelgono i boschi di La Rotta e di Montecastello per le loro attività illecite. Carabinieri e polizia locale, la mattina del 2, hanno effettuato un blitz all'interno della vecchia fabbrica ormai abbandonata.
Come succede per altri opifici o case coloniche vicine al centro quando restano a lungo disabitati insieme al degrado arrivano anche problemi di microcriminalità.
Così è per l'ex sede dell'azienda Zetagas, lungo la Tosco Romagnola. Qui alla polizia locale e ai carabinieri i cittadini avevano segnalato la presenza di almeno una ventina di marocchini visti entrare e uscire in diverse ore della giornata dall'edificio. E' stato così deciso di organizzare un servizio di controllo congiunto anche per andare a verificare la reale consistenza del problema e chi viveva nella struttura.
Sono state trovate nove persone di nazionalità marocchina. Per otto di loro è scattata la procedura prevista per l'espulsione dal territorio nazionale.
Il marocchino che era latitante è invece stato arrestato e trasferito nel carcere di Pisa. Quando i carabinieri lo hanno identificato hanno visto che nei suoi confronti era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal Gip del tribunale di Posa, perché in concorso con altri connazionali era coinvolto nel tentato omicidio di Vecchiano.
L'estate del 2012 un diciottenne marocchino venne ferito nella pineta di Migliarino, vicino alla fattoria di Montione, da tre colpi sparati con una pistola di piccolo calibro: uno alla schiena, causa di una grave lesione spinale e gli altri due al collo e alla mano destra.
L'indagine era stata subito indirizzata nel mondo degli spacciatori che, soprattutto di notte, "lavorano" nella campagna tra il bosco e la ferrovia che dà sulla Statale Aurelia, senza mettere in conto del continuo il pericolo che l'attraversamento di due binari comporta per pusher e acquirenti.
Con le stesse modalità i marocchini sono arrivati anche in Valdera. Prima nei boschi tra Treggiaia e Montecastello. Più recentemente nella zona di La Rotto e Castel del Bosco, nelle aree vicine alla linea ferroviaria, tra la vecchia stazione di La Rotta e la fonderia Ceccanti, altro immobile abbandonato e lasciato nel degrado anche se recentemente il Comune di Pontedera ha emesso un'ordinanza per la sua messa in sicurezza.
Il servizio effettuato nell'ex Zetagas fa parte di una più ampia attività, così è stato spiegato, di monitoraggio effettuata dalle forze di polizia in accordo con l'amministrazione comunale per fare uscire dal degrado luoghi non più abitati e lasciati nell'incuria e nell'abbandono. Anche questa situazione, come è stato per il parcheggio abbandonato di via Roma dove poche settimane fa c'è stato un incendio, è stata segnalata al Comune così che il sindaco possa emettere un'ordinanza per la messa in sicurezza dell'edificio.
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