Sicurezza
Fa prelievi con il bancomat sottratto a un disabile
Buti: la tessera è stata usata da qualcuno che frequenta l'abitazione dell'uomo e e poi rimessa a posto. Le telecamere aiuteranno le indagini
BUTI. Dal conto corrente di un disabile, residente a Buti, sono spariti 2.400 euro in quattro giorni, prelevati a più riprese con una tessera bancomat che ufficialmente non era mai sparita dal portafoglio del titolare del conto corrente. Un mistero con alcuni punti fermi e uno sgradevole risvolto. Qualcuno, che ha accesso all’abitazione del derubato, ha approfittato del fatto che l’uomo non può muoversi in maniera autonoma per sfilare la tessera dal suo portafoglio e utilizzarla, sfruttando anche la conoscenza del codice segreto. Poi, con tranquillità, ha riposto la tessera al suo posto come se nulla fosse accaduto nel frattempo.
E quando il disabile si è reso conto che il suo conto corrente era stato alleggerito ormai era troppo tardi. Ma una prima risposta è arrivata dalle telecamere dello sportello bancomat dove è stata utilizzata la tessera. Immagini che aiuteranno nelle indagini. Tanto che il derubato si è rivolto ad un legale per formalizzare la denuncia partendo dal fatto che ci sono indizi abbastanza certi nei confronti di chi ha fatto i prelievi di contanti ed è stato immortalato.
«Siamo rimasti molto colpiti da quanto è accaduto – racconta la sorella del derubato che si è sfogata anche su Facebook – non ci resta che tutelarci e presentare una denuncia per furto. Poi saranno le indagini a fare chiarezza su questa vicenda». Una brutta storia: «Sì, perchè qualcuno si è approfittato di una persona che non può difendersi...».
Così la storia è finita anche in un post su Facebook che è stato commentato da amici e conoscenti. Tutto questo nella speranza, spiegano gli interessati, che chi ha commesso il furto ci ripensi e restituisca almeno il denaro. «So che non servirà a molto – spiega la sorella del derubato – ma ho deciso di rendere pubblico l’episodio proprio per spingere chi ha sottratto il bancomat a mio fratello a riflettere su quello che ha fatto». La denuncia ormai è assicurata anche se in ballo ci sono affetti, storie personali fatte di una lunga conoscenza. Denunciare persone che sono state accolte in casa non fa piacere a nessuno. «Non abbiamo che questa strada», aggiunge la sorella dell’uomo preso di mira, probabilmente da qualcuno che ha approfittato della debolezza della sua condizione.
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