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Uccise la moglie a coltellate, disposto il trasferimento all’Opg di Montelupo
Le sue condizioni di salute non sono state ritenute compatibili con il carcere. Per la difesa non era capace di intendere e di volere al momento del fatto
CASTELNUOVO VAL DI CECINA. La moglie voleva lasciarlo e lui la uccise con undici coltellate. La tragedia durante l’ennesima discussione avvenuta tra le mira domestiche mentre il figlio minore della coppia era in camera sua e ascoltava la musica. Da tre giorni, Roberto Barbieri, 56 anni, tecnico di Enel, accusato di avere ucciso la moglie Sandra Fillini, 52 anni, medico dell'Asl 5 di Pisa, è stato trasferito dal carcere Don Bosco di Pisa all’Opg di Montelupo Fiorentino. Non è trascorso ancora un anno dal delitto avvenuto il primo giugno scorso.
La ricostruzione del movente e dell’uccisione della donna, effettuata dai carabinieri, sono stati i primi punti fermi dell’inchiesta aperta dopo la morte della povera donna dalla Procura della Repubblica di Pisa e affidata al pm Lydia Pagnini. A dicembre Barbieri è stato sottoposto a una perizia psichiatrica e psicologica che era stata chiesta dai suo difensori - gli avvocati Cristina Agonigi e Pardo Cellini - per valutare le condizioni del tecnico al momento in cui colpì più volte la povera donna: nove i colpi andati a segno all'addome e due alla schiena. Dai risultati della consulenza emerge il ritratto di un uomo malato di gelosia. Barbieri era già stato lasciato dalla moglie che poi aveva accettato di riprendere la convivenza anche per amore dei figli della coppia, uno di 21 e l’altro di 16 anni. Ma quel rapporto, come è emerso in seguito alla tragedia, non funzionava. Le liti facevano parte della quotidianità e per l’uomo erano diventate una condizione patologica. Secondo i consulenti della difesa l’uomo non era capace di intendere e di volere al momento in cui ha ucciso la moglie usando due coltelli diversi perché il primo durante l’aggressione si era rotto.
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In seguito alla perizia la detenzione in carcere non deve essere stata ritenuta compatibile con la pericolosità di Barbieri e per questo è stato trasferito all’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino, nella giornata di sabato. Per domani davanti al Gip Elsa Iadaresta del tribunale di Pisa è fissata un’udienza per l’incidente probatorio che porterà a decidere non solo sulla pericolosità sociale di Barbieri ma anche sotto il profilo della sua partecipazione al processo. Dovrà inoltre essere valutato il percorso terapeutico più idoneo per l’uomo.
Dopo il delitto Barbieri confessò subito e si costituì ai carabinieri. Ma passati i momenti iniziali, quando aveva telefonato alla tata dei figli per raccontarle cosa aveva fatto, l’uomo è rimasto chiuso nel suo silenzio. Non è riuscito, se non dopo settimane e durante gli incontri con i consulenti incaricati della perizia psichiatrica, a raccontare come aveva deciso di fare fuori la moglie, che lavorava in Valdicecina, proprio quando lei era intenzionata a lasciarlo di nuovo. A mettere fine cioè a quel matrimonio che andava avanti tra mille difficoltà e profonde incomprensioni.
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