Sicurezza
Vogliono la bonifica a rifiuti zero ma per farla ci sono zero soldi
E' braccio di ferro tra l'attuale sindaco di Chianni Tarrini e i vecchi amministratori sul futuro del sito La Grillaia
CHIANNI. L’attuale sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, ha cercato di farlo capire più di una volta: il protocollo d’intesa firmato a suo tempo tra i Comuni di Chianni, Terricciola e Lajatico, la Provincia di Pisa e la Regione Toscana sulla chiusura e bonifica “a rifiuti zero” della discarica della Grillaia è come carta straccia, dal momento che nessuno degli enti coinvolti ha la possibilità di sborsare i cinque milioni di euro per la copertura economica del progetto (è quindi probabile che si proceda verso una bonifica graduale tramite ulteriori conferimenti di rifiuti). Nonostante questo, in tanti si affannano a ribadire la validità di quel protocollo, senza però affrontare il problema della sostenibilità finanziaria dell’operazione.
«Nella precedente legislatura – afferma ad esempio il sindaco di Terricciola Antonietta Fais – abbiamo sottoscritto il protocollo d’intesa unicamente perché si parlava di una possibile soluzione progettuale senza apporto di rifiuti e, per la prima volta, diversamente dal progetto presentato dalla proprietà, la “Nuova Servizi Ambiente”, tutti gli enti allo stesso tavolo erano concordi a trovare una soluzione che chiudesse definitivamente la discarica di Chianni senza apporto di nuovi rifiuti. La perdita del ricorso al Tar non fa cambiare la mia posizione. Se dalla “Nsa” decidono di andare avanti lo fanno senza il consenso dell'amministrazione di Terricciola. Come sindaco firmatario richiamo tutti i sottoscrittori del protocollo di intesa ad adoperarsi per il suo prosieguo e a trovare la forma di chiudere questa vicenda senza ulteriori apporti di rifiuti».
A Fais fa eco il gruppo consiliare d’opposizione “Immagina Chianni”, rappresentato da Martina Perini, Filippo Nannetti e Massimiliano Fattorini. «Ribadiamo – dicono i tre consiglieri di minoranza – il valore semantico e politico del protocollo d’intesa e riteniamo che qualsiasi valutazione in merito a diverse gestioni della messa in sicurezza e chiusura della discarica siano da considerare solo in ultima istanza, una volta praticate tutte le forme di opposizione, lotta e difesa atte alla salvaguardia del nostro territorio, annosamente sfruttato e troppo spesso dimenticato. Confidiamo per questo in nuove occasioni di confronto con gli organi regionali, che ci auguriamo si assumano la responsabilità di quanto più volte dichiarato in passato, quando Comuni, Provincia e Regione, ad un’unica voce, riconobbero nella bonifica la soluzione più consona e giusta per la chiusura dell’impianto. Quelle sostenute nel protocollo – aggiunge “Immagina Chianni” – non possono essere considerate delle speculazioni politiche. È stata tracciata una linea che tutti i firmatari hanno il dovere morale di difendere e percorrere. Non ignoriamo la complessità e le difficoltà di un simile approccio, ma riteniamo doveroso spenderci in difesa di quello che da anni è il sentire comune. La discarica di Chianni è in gestione post-operativa ormai da troppo tempo».
Infine, ribadisce la validità del protocollo anche il Partito Democratico di Chianni. «L’intesa firmata da Comuni, Provincia e Regione – sostiene Irene Fagiolini, segretaria dell’Unione comunale del Pd – per noi resta sempre valida e non può e non deve essere considerata un mero atto politico, quanto piuttosto il punto di partenza verso la bonifica della Grillaia. La soluzione di chiudere definitivamente la discarica ci trova d’accordo solo se non ci sarà apporto di alcun tipo di rifiuti. È necessario che Comuni, Provincia e Regione lavorino di concerto per l'attuazione di quanto affermato nel protocollo».
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