Il Tirreno

Pontedera

teatro

Sul palcoscenico arrivano i big

Sul palcoscenico arrivano i big

Cristicchi a Santa Croce, Paolo Rossi a Cascina e al teatro Era c'è Krypton

4 MINUTI DI LETTURA





Al Teatro Verdi di Santa Croce sull’Arno mercoledì 4 marzo alle 21.15 andrà in scena   Mio nonno è morto di e con Simone Cristicchi. Lo spettacolo; è un vivace e appassionante mosaico di memorie, canzoni e video-proiezioni, i cui protagonisti sono piccoli eroi quotidiani, uomini e donne attraversati da uno dei più violenti terremoti della Storia: la seconda guerra mondiale.

Storie di bombardamenti nelle borgate romane, storie di fame, di madri coraggiose, di prigionieri in Africa, di soldati congelati nella ritirata di Russia. Storie di lager e lotta partigiana . 
Testimonianze reali e inedite raccolte dall’autore, che ci trasportano tra le voci potenti di un’umanità nascosta tra le macerie. 

Cambiando voce, abiti, musiche e atmosfere, l’istrionico “cant’attore” Cristicchi dà vita ad ogni singolo personaggio, in un caleidoscopio di emozioni capaci di commuovere e far sorridere amaramente su una delle più grandi tragedie mai accadute.

In un’ epoca di bombe “intelligenti” e guerre “umanitarie”, questi preziosi testamenti di memoria diventano un monito per tutti, e uno stimolo alla costruzione di un futuro di pace. 
Racconti come schegge di vita, aneddoti fulminanti, parole a volte delicate come cristallo, a volte taglienti come lame affilate. 
Voci autentiche che raccontano la stupidità, l’assurdità della guerra. Di una guerra che non è mai finita.

Alla Città del teatro. Sabato 7 marzo alle ore 21, Paolo Rossi sarà alla Città del Teatro con il suo nuovo spettacolo “L’importante è non cadere dal palco”. Una lezione spettacolarizzata in cui l’artista ripercorre il meglio del suo repertorio, arricchito da aneddoti che riguardano la sua vita e il suo mestiere, svelando al pubblico quello che c’è dietro ai suoi pezzi migliori.

Paolo Rossi, accompagnato in scena dalle musiche di Emanuele Dall’Aquila (al suo fianco ormai da quindici anni), racconterà il suo teatro e la contemporaneità nel modo che da sempre lo contraddistingue: irriverente, rivoluzionario, pirotecnico, incontenibile.

Dal cabaret al Mistero buffo 2.0, attraverso Molière, Cecchelin, Jannacci, Gaber, fino ad arrivare a Shakespeare: L’importante è non cadere dal palco è un excursus sul teatro, le battute e i personaggi che lo hanno reso grande, un omaggio ai suoi maestri e ai suoi punti di riferimento professionali e personali. Un teatro che si immerge appieno nelle tematiche dell’attualità e della rappresentazione dei classici antichi e moderni, passando per l’amatissima commedia dell’arte. Un mix irresistibile che negli anni si è affinato fino a diventare uno stile unico che diverte, travolge, fa pensare.

Sabato alle 18.30 nel ridotto del teatro Paolo Rossi incontrerà il pubblico. Ingresso libero.

Pinocchio al teatro Era. Venerdì 6, sabato 7 marzo alle ore 21  al Teatro Era di Pontedera, nell’ambito della stagione 2015, è in scena la compagnia Teatro Studio Krypton con PERDUTO PINOCCHIO, testo e regia di Virginio Liberti e interpretazione di Tommaso Taddei. È una versione innovativa di Pinocchio che comincia là dove termina la favola di Collodi, dal momento in cui burattino di legno diventa umano e si ritrova nei panni di un quarantenne disilluso. Lo spettacolo inizia 40 anni dopo la metamorfosi di Pinocchio in bambino per un buon comportamento, in scena un uomo adulto, solo, senza famiglia, senza amici, e senza Geppetto, senza fata e animali. Per il regista e drammaturgo Virginio Liberti Pinocchio è la storia di una vita e delle metamorfosi, una storia molto kafkiana come esistenza anche per il suo dolore, per l’ironia e per il sadismo.

Pinocchio appare nostalgico di un tempo passato, quando non conosceva l'apatia o il vuoto, quando era completamente proiettato verso il tempo futuro e desiderava la sua premiata umanità. A quel tempo era ignaro della sofferenza per amori non corrisposti, delle malattie del corpo, delle malattie dello spirito o dell'angustia nel trovarsi perso nel labirinto dei propri pensieri, senza una voce amica a fargli da guida.

Da uomo Pinocchio fa un bilancio del suo umano libero arbitrio. Da questo qui e ora scenico inizia il suo viaggio nella sua memoria, per cercare il suo vero Essere là dove non c'era ancora il suo Essere ma soltanto la speranza e il desiderio di essere diverso da se stesso... L'uomo Pinocchio non ha più speranze e desideri, e se prima non assomigliava a nessuno perché era il burattino parlante, unico al mondo, ora da adulto, è l'uomo parlante, un essere umano come altri, privo di un naso che si allunga e si accorcia, incapace di dialogare con specie diverse, di vedere e comunicare con l'invisibile magico. Prima era, senza aver scelto e senza nessuna fatica, una creatura eccezionale, ma adesso deve fare i conti con la difficoltà di ogni essere umano a diventare speciale, unico al mondo.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa