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Lavoravano nell’amianto, vincono la causa con l’Inps

Lavoravano nell’amianto, vincono la causa con l’Inps

 Quattro anni di udienze, dal 2011 al 2015. Una battaglia che ha visto contrapposti cinque ex lavoratori della Società Chimica Larderello e l’istituto previdenziale

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POMARANCE. Quattro anni di udienze, dal 2011 al 2015. Una battaglia che ha visto contrapposti cinque ex lavoratori della Società Chimica Larderello e l’Inps. In mezzo, lo spettro mortale dell’amianto. Adesso però l’ambiente in cui questi lavoratori (tutti residenti in Alta Valdicecina, tra Pomarance e Montecatini) avevano prestato opera per anni è stato riconosciuto a rischio amianto.

La sentenza. Il tribunale di Pisa, il19 febbraio, ha condannato l’Inps ad adeguare le posizioni contributive di questi cinque ex dipendenti, ora in pensione, della Scl. Si tratta di una delle prime sentenze di questo tipo, arrivata dopo un lungo e articolato iter processuale.

E in un periodo, dai primi anni ’90 ad oggi, durante il quale le leggi in materia di sicurezza sul lavoro in relazione al rischio amianto hanno subìto una quantità inenarrabile di modifiche, aggiustamenti, ripensamenti e riscritture.

Queste cinque persone, che hanno lavorato in esposizione ad amianto nel campo geotermoelettrico di Larderello e come dipendenti della società Chimica Larderello, in pensione dalla metà circa degli anni ’90 del secolo scorso, ora avranno il massimo della pensione con gli arretrati per circa quindici anni.

La storia. «Di noi, di questi dipendenti nessuno, e forse nessuno tra i dirigenti che si trovavano a lavorare nel nostro stesso ambiente – sottolinea uno dei cinque lavoratori protagonisti della vicenda, Piero Silvini, 73 anni – è mai stato messo al corrente del rischio amianto, la cosa non riguarda solo noi alla Scl, ma anche l’Enel e altre aziende del territorio».

Piero Silvini, che è stato dipendente della Scl per circa venticinque anni, in pensione dal 1992, racconta poi alcuni particolari di quello che era il suo lavoro proprio in relazione all’amianto. «I sistemi di protezione, le guarnizioni delle tubazioni, coibentazioni – rammenta Silvini, che per Scl svolgeva la mansione di conduttore di impianto - tutto era in amianto».

Silvini e i suoi colleghi non sono né i primi né gli ultimi sfortunati attori di un dramma, quello dei lavoratori esposti all’amianto, che in Italia uccide ogni anni migliaia di persone. Non a caso lo stesso Piero Silvini proprio in questi giorni dovrà recarsi di nuovo in tribunale a Pisa per testimoniare, questa volta senza essere parte in causa, ad un altro processo riguardante lavoro e amianto.

L’osservatorio. «Trovo singolare il fatto che l’Inps continui a negare l’esposizione ad amianto nel campo geotermoelettrico di Larderello e si trovi quindi ad essere condannata dal Tribunale di Pisa. Questa volta sono state sollevate una miriade di eccezioni, che hanno richiesto un impegno anche da parte della difesa dei lavoratori – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, legale dei lavoratori e presidente dell’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) – sarebbe auspicabile che l’ente previdenziale decidesse di applicare la legge ed evitasse di rigettare tutte le richieste dei lavoratori vittime dell’amianto».

L’incontro. Per il prossimo 26 marzo, a partire dalle 16,30 del pomeriggio, è indetta l’assemblea generale dei lavoratori esposti all’amianto della Toscana (quindi anche dell’Alta Valdicecina) presso l’aula consiliare, a Livorno (per info: osservatorioamianto.com; tel. e fax 0668890174).

Gianni Bianchi

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