Sicurezza
Debutto del porta a porta
I problemi maggiori vengono registrati nei condomini con tante famiglie
PONTEDERA. Chi ce l'ha e non li vorrebbe. E chi invece non li può usare e sta chiedendo di poterli sistemare sotto casa. Stiamo parlando dei mastelli per la raccolta differenziata dei condomini con più di 8 famiglie, la novità dell'allargamento del porta a porta cominciato ieri e che, in pochi mesi, farà scomparire i cassonetti dalle strade di Pontedera. Nei quartieri di Fuori del Ponte e dello stadio, ma anche nelle frazioni de La Bianca, Montecastello, Pietroconti, Botteghino e La Rotta, i sorvegliati speciali sono stati proprio i condomini, con particolare attenzione per quelli della zona Pam, dove sorgono casermoni anche da 32 abitazioni. E il caos, in alcuni casi, è stato lampante.
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Mastelli e cassonetti. Come in via Gandhi, per esempio, dove nel palazzo rosso i mastelli ci sono, mentre dall'altra parte della strada ancora no. O in via Amendola con 32 famiglie che ancora non sanno se useranno quelli condominiali o i domestici. «Ci avevano detto che li avrebbero sistemati, ma non li abbiamo ancora visti», spiega Gabriella Petri, una delle condomine.
Intanto, la convivenza coi cassonetti da strada lascia una valvola di sfogo a chi non ha ancora preso confidenza col servizio. Ma la scena è inevitabilmente assurda. All'angolo tra via Gandhi e via Martin Luther King si vedono le campane del vetro e altri cassonetti tradizionali con rifiuti gettati un po' ovunque. E, divisi da una siepe, i mastelli per la differenziata condominiale ordinati e puliti, pronti per essere riempiti da rifiuti di chi abita nel palazzo rosso. Geofor ha spiegato che, fino a venerdì a quasi tutte le 4.500 utenze coinvolte in questo step erano stati consegnati i kit per la differenziata. Ne mancavano 120 che, con molta probabilità, saranno consegnati tra oggi e domani.
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Condomini o scale? La polemica della suddivisione in scale dei condomini viene sollevata da Adriano Castellani, che abita in via Martin Luther King. «Abito nel condominio Arcobaleno, insieme ad altre 32 famiglie – spiega l'uomo appena rientrato a casa per il pranzo –. Però ci hanno suddiviso in scale, riducendoci a gruppi di sei famiglie e impedendoci di poter fare la raccolta condominiale. Così saremo costretti a tenere la spazzatura in casa nell'attesa di poterla mettere in strada». Nello stesso condominio abita Andrea Pasquinucci che ha l'identico problema: «Stiamo cercando di metterci d'accordo coi vicini per farla tutti insieme. Sarebbe più comodo», dice. Una situazione opposta a un condominio di via Torino, vicino allo stadio, dove gli abitanti del palazzo hanno preferito evitare la differenziata in comune. «Durante la riunione alcune famiglie hanno rifiutato la raccolta condominiale – spiegano moglie e marito anziani mentre lavorano allo striminzito giardino ai piedi dell'edificio –. Dicevano che i cassonetti in strada puzzavano».
Solo quelli piccoli. In molti casi, però, condomini con più di otto famiglie, hanno ricevuto solo i kit da abitazione e non quelli per la raccolta comune. Come in via Puccini, dove Wadia Toahir spiega, tenendo il figlio in braccio, mentre la moglie parla al telefonino, che «visto che nel palazzo abitano nove famiglie si dovrebbe fare la raccolta condominiale. Invece abbiamo solo il kit personale. Non capisco il motivo. Comunque, nel primo giorno sono stato l'unico a portare in strada il sacchetto con l'organico». Stessa situazione per un palazzo di via Martin Luther King, dove Mari Bastiani e Lucia Macaluso non vedono altro rimedio che sistemare la spazzatura nella doccia: «Siamo 9 famiglie nel nostro edificio, ma non facciamo la raccolta condominiale. gli appartamenti sono piccoli e ci vivono molte persone. Senza spazio non possiamo fare altro che mettere i sacchetti in bagno».
Il lavoro dei tecnici. Problemi inevitabili per un servizio che rivoluziona le abitudini delle persone. Il porta a porta crea sempre disagi all'inizio, ma poi la situazione si normalizza pian piano. Intanto, c'è da dire che i cassonetti resteranno nelle strade ancora per alcune settimane. C'è chi dice 15 giorni, chi un mese, ma da Geofor fanno sapere che non verranno tolti finché tutti gli utenti non avranno i kit per la differenziata. I tecnici dell'azienda, intanto, stanno lavorando per creare una anagrafica che includa tutti gli utenti, personalizzando il servizio condominio per condominio. Da qui la partenza a rilento e i casi diversi a seconda delle scelte dei condomini. «Io però, nel dubbio, ho buttato la spazzatura nei cassonetti. Alla differenziata ci penserò», dice l'ex spazzino Alberto Checchi dalla sua casa di piazza Kennedy.
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