Il Tirreno

Pontedera

«Chissà quanti verranno a gettarli da noi»

«Chissà quanti verranno a gettarli da noi»

Un’altra preoccupazione per chi vive nei palazzi: i mastelli sono destinati alle aree comuni e aperte a tutti

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PONTEDERA. «E se qualcuno da fuori viene a mettere i rifiuti nei nostri cassonetti condominiali, che facciamo?». È la domanda che si pone Carla Angeli, una dei tanti residenti nei condomini in via Nenni. Il discorso ruota attorno ai mastelli che si dovranno usare nei palazzi con più di otto famiglie, anche se poi la scelta può essere anche quella di optare per la classica differenzata da effettuare in casa senza la raccolta comune. «I cassonetti li metteranno fuori - riprende la donna - ma non sono di quelli che si chiudono ermeticamente. Hanno un coperchio che si apre facilmente e chiunque potrebbe venire da un altro palazzo o da un altra zona della città per gettare l'immondizia da noi, facendoci pagare eventuali la multa. Credo che sia un problema». Difficile dare torto all'anziana, anche se in altre città la raccolta condominiale funziona con gli stessi cassonetti adottati a Pontedera. Però è un dato di fatto: i mastelli per i condomini non hanno sistemi per evitare che chiunque possa aprirli e gettare la spazzatura. E i dubbi dei cittadini verso il servizio per i condomini, già gravato dalla diffidenza verso il porta a porta "tradizionale", aumentano. La signora Carla allarga le braccia: «Ho deciso. Scriverò il mio nome sulla busta della spazzatura differenziata. Così nessuno mi potrà dire che ho sbagliato a dividere i rifiuti». Una preoccupazione comprensibile e un rimedio "fai-da-te" tutto da chiarire, anche se il rischio che si verifichi lo scenario ipotizzato dalla donna non appare poi così remoto, viste le problematiche del quartiere, ma anche le tante discariche a cielo aperto. (a.q.)

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